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venerdì 28 dicembre 2007

La lunga agonia della stazione ferroviaria di Teramo



La riorganizzazione di Treni Italia avvenuta qualche tempo fa, ha considerato la tratta Teramo Giulianova come “ramo minore” della rete ferroviaria italiana.

Da tempo si è aperta una discussione su come trasformare la stazione ferroviaria con lo scopo di affrontare le problematiche legate al trasporto su rotaia.

Molti pareri discordi: c’è chi avanza la proposta di farne una metropolitana di superficie prolungando il tracciato oltre il centro della città, chi invece come l’assessore della minoranza Siriano Cordoni, vorrebbe arretrare di soli 50 metri il terminal ferroviario, non urbanizzando la zona e, nello spazio del vecchio scalo merci fare un parcheggio auto e pulman per integrare il trasporto su rotaie con quello su gomma.

Nel video abbiamo raccolto il parere dell’associazione Teramo Nostra per bocca dell’artista Sandro Melarangelo.

Da tempo l’amministrazione Chiodi propone una nuova società, la STU (Società di Trasformazione Urbana), che a fronte delle spese per l’interramento, costruirebbe 30.000 metri cubi nell’area di risulta del vecchio scalo merci, urbanizzando completamente la zona e realizzando forse a caro prezzo per la città, l’integrazione fra l’area di viale Crispi e quella della Gammarana.

Perderemmo l’area di risulta del vecchio scalo merci, sulla quale si costruirebbero circa cento appartamenti e tremila metri quadri tra negozi e un albergo.

Molti gridano alla speculazione edilizia, così come, dicono, sia avvenuto per il mega centro commerciale a San Nicolò e come dovrebbe avvenire per il grande insediamento urbanistico previsto in zona stazione.

Davvero, nei prossimi anni, Teramo sarà preda del cemento?
E le zone verdi che fine faranno?

Nel video abbiamo chiesto cosa pensa di questa proposta l’ex assessore ai trasporti e ambiente della giunta Sperandio, Domenico Bucciarelli.

Gli interessi, giova ricordarlo, sono tanti in vista del varo del Piano Regolatore Generale di Teramo che dovrà raccordarsi con il Piano di Bacino dei Trasporti tanto caro all’assessore regionale ai trasporti, Tommaso Ginoble del Partito Democratico.

E’ stato interessante rilevare anche la posizione del comitato di quartiere della Gammarana per il quale ha risposto il presidente Alfonso Marcozzi, anche perché i maggiori fruitori della zona sono proprio gli abitanti del quartiere.

Molti poi, dimenticano che c’è anche la necessità di tutelare l’edificio della vecchia stazione ottocentesca, patrimonio storico indiscutibile della città e l’area intorno alla vecchia stazione che potrebbe diventare una straordinaria zona verde e di servizi per la comunità.

Ma in conclusione l’utenza, al di là delle scelte che verranno fatte è soddisfatta dei servizi offerti da Treni Italia.
La stazione è ramo secco o risorsa da valorizzare?

Abbiamo chiesto cosa pensano i consumatori.

martedì 25 dicembre 2007

Un presepe da Guinnes dei primati: il Presepe e Museo Etnografico Le Genti della Laga



Dopo il grande successo di pubblico registrato nelle scorse edizioni con decine di migliaia di presenze, anche quest’anno fervono i preparativi per l’allestimento dell’immancabile appuntamento del Natale nell’entroterra Teramano, il Presepe e Museo Etnografico “Le Genti della Laga”, che va in scena nell’ormai stabile sede nel centro storico del Comune di Torricella Sicura.

L’instancabile Gino Di Benedetto e sua moglie Fabrizia Di Girolamo, con l’aiuto di esperti artigiani del luogo, anche quest’anno si sono adoperati per rinnovare ed ampliare, se ancora fosse possibile, gli allestimenti e l’offerta espositiva del presepe e della mostra.

Quest’anno l’esposizione si sviluppa su una superficie complessiva di circa 600 mq, di cui 200 mq dedicati a una sezione museale dove sono ricostruite le scene di vita del passato e 400 mq dedicati alla ricostruzione in miniatura in scala 1:5 delle scene di vita rurale dei primi anni del ‘900 dove i personaggi si animano, tra vicoli, case rurali e antiche botteghe artigiane, perfettamente ricostruite nei minimi dettagli.

La scena della Natività è stata realizzata con la consulenza di un noto scenografo napoletano che vanta una lunga carriera nella realizzazione di allestimenti per il cinema e il teatro per noti registi italiani.

Notevoli sono le novità e le curiosità che caratterizzeranno questa edizione; da evidenziare la rievocazione in miniatura della mietitura e della trebbiatura con attrezzature perfettamente funzionanti grazie ad un motore a scoppio raffreddato ad acqua con personaggi intenti nel lavoro sotto l’occhio vigile ed autoritario del fattore che, dalla sua carrozza, controlla le operazioni.

Anche il noto cantautore di musica popolare “Roppoppò” dopo aver visitato la mostra è rimasto molto colpito dalla veridicità delle scene proposte e qui ha trovato ispirazione per alcuni dei suoi recenti brani che ha voluto incidere nel suo ultimo CD.

Anche nella sezione museale, vi sono importanti novità.
Qui il visitatore viene proiettato in ambienti che riproducono fedelmente le case degli italiani dei primi anni ’50, quando le misere abitazioni iniziarono a popolarsi di nuovi affascinati oggetti che avrebbero, negli anni a venire, caratterizzato la vita di tutti noi quali rudimentali televisori e radio a valvole, fornelli a gas, servizi igienici in casa o sui terrazzi, rasoi elettrici e molte altra diavolerie che riscattavano le anguste condizioni di vita dei nostri nonni.

Un’intera sezione della mostra è dedicata ad un personaggio illustre di Torricella Sicura, il martire della Resistenza partigiana Mario Capuani, medico pediatra ucciso nel fiore degli anni a Bosco Martese, per rappresaglia, dalla furia omicida dei tedeschi durante il secondo conflitto mondiale.
È stato ricostruito fedelmente l’ambulatorio medico e lo studio con attrezzature originali appartenute a Capuani.

Di grande effetto sono quest’anno gli allestimenti illuminotecnici che sono stati curati da una nota società del settore la “Rossodisera” sound-light-entertainment, che svolge la propria attività in tutta Italia allestendo spettacoli musicali per noti cantautori e che quest’anno è stata incaricata di allestire in 27 città italiane le commemorazioni per il 50° anno di attività degli studios di CINECITTÀ.

Ancora una volta dobbiamo ringraziare Gino che ha saputo stupirci con la sua operosa passione e ci ha regalato momenti di intensa emozione, una visita durante le festività natalizie a questa autentica opera d’arte è d’obbligo e ci permetterà di vivere momenti di fanciullesca spensieratezza.

sabato 22 dicembre 2007

La rivolta di Piazza Dante




Molti teramani non riescono a capire cosa stia succedendo in Piazza Dante a Teramo.
Perché i lavori siano interrotti e soprattutto cosa dovrebbe venir fuori nel futuro prossimo.

Ed è normale viste le tante questioni politiche e tecniche messe sul tavolo della discussione che mettono ombre inquiete sull’intera vicenda del parcheggio di Piazza Dante.

E’ opportuno prima di ogni parola fare un exursus storico della vicenda.

Nel 1999 la seconda giunta Sperandio dovendo realizzare il Lotto zero e il relativo casello di uscita vicino la ex caserma Rossi, pensò ad un parcheggio vicino asservito a questa arteria.

In quel periodo c’erano possibilità di Prusst finanziati dallo stato e fu ideato un intervento in Piazza Dante.

Il consiglio comunale di allora approvò l’idea e a metà 2001 fu definito un progetto di massima dando affidamento temporaneo con un project financial all’impresa Piergallini che costituì apposita società col nome Parcheggio Piazza Dante.
Si approntò la convenzione con lo scopo di utilità pubblica di togliere le auto dalla piazza, costruire parcheggi sotterranei e dare spazio anche a dei box che oggi mi dicono siano in vendita a circa 35.000 euro l’uno.

Domenico Bucciarelli nella giunta Sperandio era assessore all’ambiente e al traffico, oggi è qualificato esponente del Comitato contro il parcheggio di piazza Dante.

Nel video dedicato all’argomento abbiamo chiesto a lui cosa prevedeva il progetto iniziale della vecchia giunta, cosa prevede quello dell’attuale amministrazione Chiodi e cosa il Comitato contesta?

Minacce di iniziative legali annunciate dalla società parcheggio Piazza Dante che per bocca dei propri legali non ha escluso clamorosi sviluppi giudiziari.

La situazione è decisamente ingarbugliata.

Abbiamo sondato gli umori della gente.

336 - Apertura del centro Commerciale Gran Sasso


L’apertura del nuovo centro acquisti Gran Sasso shopping di Piano d’Accio di Nepezzano, a ridosso del nuovo stadio, la nuova cittadella tra le più grandi del centro Italia che promette sconti e ottimismo, ha già cambiato le abitudini di consumo dei teramani?

Il secolare equilibrio socio economico del nostro territorio è saltato o è tutto come prima?

Il piccolo commercio a Teramo sta morendo e con esso il centro storico oppure è tutto come prima?

Molti non capiscono i manifesti in cui si parla di un “centro commerciale naturale” nelle vie della città!

E quel che più conta, non capiscono a cosa si riferiva il sindaco Chiodi quando definiva il centro commerciale, una opportunità di sviluppo anche per i negozi in città.

Senza poi parlare delle tante attività disseminate tra Teramo e San Nicolò, dove ad esempio insistono, in pochi chilometri, attualmente quattro o cinque supermercati, tre grandi negozi di elettronica e svariate piccole attività.

Una cosa sembra positiva!
Con tutte queste attività concorrenti, forse si riesce a lucrare ottimi affari.

Quale miglior banco di prova l’inizio delle feste natalizie per tracciare un bilancio della salute del commercio teramano?

Abbiamo voluto saperne di più intervistando i consumatori e dando voce anche ai commercianti del centro storico di Teramo!

Ne è uscito fuori un quadro sorprendente ….

Servizio realizzato da Sergio Scacchia.
Riprese e montaggio di Cicconi Vincenzo (www.PacotVideo.it)

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Il video, della durata di 7 minuti circa, è stato pubblicato integralmente su quattro canali di video sharing:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego) gestiti dalla PacotVideo.

E' inoltre pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

mercoledì 19 dicembre 2007

Targa in onore di Marco Pannella da parte di Teramo Nostra



Il 19 dicembre, giorno di San Berardo patrono della città, Teramo Nostra organizza nella Sala Polifunzionale della Provincia la "Festa della Teramanità".

Nell'occasione l'associazione, nata nel 1987, Ha celebrato i suoi 20 anni.

Nel ventennale della fondazione dell'associazione teramana Teramo Nostra viene consegnata una targa omaggio a Marco Pannella con la seguente motivazione: "figlio di antica stirpe teramana la cui famiglia tanto ha dato alla nostra città, erede dei nobili ideali con il suo valoroso impegno culturale e civile ha nobilitato le sue radici nel mondo."

La targa è stata consegnata a Marco Pannella dal sindaco di Teramo, Gianni Chiodi, e dal Presidente della Provincia Erminio D'Agostino.

Teramo Nostra festeggia 20 anni



Il 19 dicembre, giorno di San Berardo patrono della città, Teramo Nostra organizza nella Sala Polifunzionale della Provincia la "Festa della Teramanità".
Nell'occasione l'associazione, nata nel 1987, celebrerà i suoi 20 anni.

Protagonista di tante pagine di vita cittadina dell'ultimo ventennio, Teramo Nostra giunge a questo importante traguardo con la certezza di aver contribuito a mantenere alta la vivacità culturale della città grazie ad una serie di iniziative caratterizzate da uno scadenzario naturale che è impensabile elencare.

Citiamo solo una delle ultime manifestazioni in ordine di tempo: la presentazione a Roma, il 22 novembre 2007, del "Dizionario mondiale dei direttori della fotografia".

I ringraziamenti di Teramo Nostra vanno a quanti in questi anni hanno contribuito con passione alla nascita, sopravvivenza e crescita dell'associazione: i soci e tutti i collaboratori che si sono avvicendati nel tempo.

Un ringraziamento sentito va anche a tutte le Autorità, gli Enti e i privati che hanno partecipato alle iniziative culturali promosse dall'associazione non facendo mancare un appoggio fondamentale, senza il quale risulta difficile se non impossibile muovere anche i più piccoli passi.

Durante la manifestazione Teramo Nostra ha tributato un riconoscimento a due illustri cittadini: il campione e costruttore automobilista Berardo Taraschi, scomparso 10 anni fa e il grande politico teramano Marco Pannella.

La serata è stata allietata da un concerto musicale dal vivo da parte degli All Jazz Duo con la voce di Raffaella De Mattheis accompagnata al pianoforte da Martina Colli.

domenica 16 dicembre 2007

La neve in città minuto per minuto!

Ore 7,00

Le previsioni meteorologiche di qualche giorno fa avevano sentenziato: questo sarà un week end particolarmente rigido che porterà la neve a bassa quota e anche sulle coste.

In tutto il teramano la neve non si è così fatta attendere.



E' arrivato quindi il freddo come previsto e la città è stata sotto la neve per molte ore rendendo il centro storico molto suggestivo.

Già da stamattina presto, il termometro ha segnato poco meno di 3 gradi.
La città di Teramo è ricoperta di bianca coltre.

Sembra di essere all'interno di una di quelle sfere di cristallo che si comprano nei negozi di chincaglieria col Babbo Natale che sorride insieme alle sue renne.
Non si capisce bene chi si diverta a scuoterla per poi rimanere ad osservare in silenzio quella bianca cascata.

A Teramo la neve soffice e silenziosa continua a scendere ininterrottamente da ieri. In città tutto è diventato silenzioso e ovattato.

Il mondo, alle sette del mattino, pare irreale, senza rumori, come se tutto fosse addormentato per incanto, sotto una spessa coltre nevosa, circa 15-20 centimetri.

Il profilo della città assomiglia sempre più a quello di un paese di alta montagna.
La gelata della notte e del primo mattino non crea per il momento disagi.
La neve appesantisce gli alberi: i rami sono stracarichi di neve e di ghiaccio.
E’ bella a vedersi, entusiasmante per i più piccoli, ma assai poco pratica per chi deve spostarsi per ragioni di lavoro o di studio.

Ore 9,30

Incontro il sindaco Chiodi, in piazza Sant’Anna, davanti al portone di casa, mentre armeggio con la mia Canon digitale e, simpaticamente, mi fa notare la presenza ovunque dei mezzi della Team, anche se gli interventi sono limitati alle vie principali.
E vero!

Grazie alla segnalazione del sindaco, i mezzi di Teramo ambiente sono usciti tempestivamente in mattinata, diversamente ad altre analoghe situazioni degli scorsi inverni.
L’emergenza sembra sotto controllo.

E’ stata spalata la neve nelle principali vie del centro, lungo i tre ponti cittadini, davanti al sagrato delle chiese e il sale è stato sparso dove c’era pericolo di ghiacciate.

Ci riserviamo di vedere alla fine dell’abbondante precipitazione, nei prossimi giorni, cosa sarà accaduto.

Ore 10,00

E’ tornato a nevicare copiosamente.
La città è sotto una autentica tormenta.

Le notizie danno diversi automobilisti con le vetture in panne, bloccate nel bel mezzo delle strade, soprattutto in periferia, e le tante piccole emergenze, sembra abbiano mandato in tilt il centralino dei Vigili del Fuoco e della Polizia Municipale, i cui operatori hanno passato la giornata spostandosi da un quartiere all’altro col furgoncino e sacchi di sale.

Speriamo che queste misure siano state sufficienti a garantire una viabilità sicura.
Disagi alla circolazione, ad eccezione del centro dove si circola abbastanza bene, e diversi micro tamponamenti, tutti fortunatamente senza gravi conseguenze.

Torna alla mente l’ultima nevicata di due anni fa, quando i medici e gli infermieri del reparto emergenza dell’ospedale lavorarono a ritmo serrato, negli scorsi inverni per medicare pazienti con fratture di femore e caviglie slogate.
Alcuni anziani finirono in ospedale in seguito a brutte cadute sul ghiaccio.

Speriamo che questa volta prevalga il buon senso e non si esca con tacchi a spillo e abbigliamento inadeguato.

Si segnalano intanto piccole code sull'autostrada A14, nel tratto teramano, dove si viaggia in difficoltà, nonostante l'azione continua degli spazzaneve che hanno consentito di tenere il casello aperto.

La giornata domenicale ha per fortuna limitato il transito di mezzi pesanti.
Speriamo che non si registri l'assenza di mezzi spazzaneve e spargisale, indispensabili per garantire la viabilità lungo le strade urbane ed extraurbane.

Ore 11,00

Continua a nevicare, anche se con minima intensità.

La gente si è riversata in strada e, sotto la cattedrale nella centralissima Piazza Martiri, si stanno consumando le tradizionali battaglie “a pallate” fra ragazzi.



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Foto e articolo di Sergio Scacchia
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giovedì 6 dicembre 2007

La nuova chiesa Madonna della Cona a Teramo



La storica chiesina della Madonna della Cona il 6 dicembre 2007 è stata sostituita dauna nuova struttura.

La Parrocchia della Madonna della Cona, con oltre 5000 fedeli, è una delle più grandi di Teramo e nelle liturgie domenicali non tutti trovavano ormai posto all'interno della vecchia struttura inadeguata ai bisogni della comunità.
Ma dopo un attesa di oltre venti anni, il sette dicembre, vigilia della festa dell'Immacolata Concezione, ci sarà la grande inaugurazione di un tempio sacro atteso da tanti anni.

Don Gianni, il parroco che tanto si è prodigato per la realizzazione della nuova chiesa, ringrazia per le offerte i parrocchiani e i tanti benefattori che stanno contribuendo alla realizzazione di un opera che non sarà solo patrimonio e vanto del quartiere, ma che resterà ai posteri come struttura a disposizione dell'intera città di Teramo.

lunedì 22 ottobre 2007

Ad Atri gli autori della fotografia cinematografica



Con la consegna dell'esposimetro d'oro agli Autori della Fotografia Beppe Lanci, Stefano Falivene, e, per la memoria, a Mario Bava, si conclude l’undicesima edizione del premio internazionale della fotografia cinematografica intitolato a “Gianni Di Venanzo.”

Il giorno dopo gli ospiti del premio partono per visitare una tra le più belle città della provincia di Teramo: Atri!

ECCO I CALANCHI

Lungo il viaggio, volgendo lo sguardo verso sud ovest laddove il sole segue il suo cammino discendente, siamo attratti da un paesaggio particolare caratterizzato dalla presenza di una fitta rete di profondi ed ampi burroni, canaloni con ripidi versanti spogli, creste aguzze: sono i calanchi, meglio conosciuti come le “bolge” di Atri.
Un paesaggio quasi da inferno dantesco iniziato con un processo di compressioni e movimenti dei monti dell’Appennino verso il mare, circa 5 milioni di anni fa con formazioni di fosse e successimi riempimenti che hanno portato ad una emersione della fascia costiera con un sollevamento che la innalzano fino ad oltre 450 metri.

L’azione erosiva delle acque, su questo terreno con le sue fessure dovute dai lunghi periodi di siccità, ha iniziato a modellare gli originari rilievi collinari, dando luogo, nel tempo, alle attuali spettacolari forme del paesaggio: la pioggia ha scavato dei rivoli che sono diventati sempre più profondi grazie anche a una scarsa presenza vegetativa.
Comunque anche se i calanchi non brillano per la vegetazione si può notare che la lotta della vegetazione per allignare su questi terreni, è molto energica.

LA ROCCA DI CAPO D'ATRI

Alle porte di Atri entriamo dalla parte ovest della città dove ci accoglie l’antica rocca del XV sec., ricostruita su di una fortezza precedentemente eretta da Luigi di Savoia, Viceré degli Abruzzi nel 1390.
Attraverso il belvedere dove sono esposte sculture di numerosi artisti del ‘900 entriamo nel nucleo antico della città.

LA CHIESA DI SAN NICOLA

Lasciamo il suggestivo panorama che corre fino al mare adriatico ed ecco la chiesa di S. Nicola, costruita in laterizio nel 1256, sui resti di una chiesa benedettina.

L’interno è in stile gotico! Custodisce fra l’altro, alcuni affreschi quattrocenteschi tra cui : la Madonna con Bambino, fra S. Rocco e S. Sebastiano, della scuola di Andrea De Litio. La chiesa è suddivisa in tre navate ad arcate ogivali,

IL PALAZZO DUCALE

Raggiungiamo il Palazzo Ducale. Davanti agli occhi l’imponente torre civica.
Fortezza militare costruita nella prima metà del sec. XIV dal duca Antonio Acquaviva, oggi il Palazzo è sede del comune di Atri
Il cortile custodisce il busto bronzeo del beato Rodolfo Acquaviva, opera dello scultore Ugo Assogna.

ll Sindaco di Atri Paolo Basilico (ex sindaco n.d.r.) ci accoglie nella sala del Beato Rodolfo Acquaviva che presenta immagini d’ispirazione pittorica orientale realizzate a tempera nel XIX secolo.
Entriamo nella “Sala delle udienze degli Acquaviva”, dipinta dal Maestro Francesco De Felici nel 1883.
Il soggetto centrale del dipinto probabilmente rappresenta la disfida di Barletta, nella quale, la presenza dei francesi da una parte e degli italiani dall’altra, stanno quasi a voler ricordare le lunghe incomprensioni tra la città di Atri e i duchi d’Acquaviva.

LA CHIESA DI SAN FRANCESCO

Ecco la Chiesa di S. Francesco e la sua scenografica scalinata con balaustra in pietra, opera del maestro Fontana da Penne
Forse fu lo stesso Santo di Assisi, durante uno dei suoi viaggi in Abruzzo, ad iniziarne la costruzione.
Dopo il terremoto del 1715, la chiesa fu ricostruita in stile barocco
L’interno a croce latina, ha otto cappelle laterali, con pregevoli opere in stucco, oltre all’altare principale e a due altari collocati ai limiti del presbiterio dedicati a “S. Francesco d’Assisi e a “S. Antonio da Padova”.

LU MAMMOCCE
Nel vicolo adiacente la chiesa, c’è il monumento funebre di Giacomo Di Lisio dottore e filosofo del 14 secolo scomparso il 1415.
"La statua che stiamo osservando si chiama "lu mammocce" usata dai nostri genitori per intimorirci e crearci quindi un senso di disagio.
Quando noi da bambini volevamo trasgredire passavamo di corsa, soprattutto al buio, quasi per verificare la nostra forza
(Luciano Lupoletti, artista atriano)

LA CHIESA DI SAN LIBERATORE

Bella chiesa del 1445, oggi è il sacrario degli atriani caduti in guerra.
Nel 1935, la chiesa fu decorata da Ettore Gattucci e diretta dal prof. Alfredo Ferzetti che realizzò le vetrate artistiche, tra cui quella policroma raffigurante “Cristo sulla croce”.

LA CHIESA DI SANT'AGOSTINO

Costruita nel 1200 è stata successivamente riedificata nel XV sec.
La facciata, a coronamento orizzontale, presenta un portale tra i più eleganti del quattrocento abruzzese, eseguito da Matteo da Napoli.
Sui due capitelli ai lati del portale troviamo rappresentati: S. Caterina d’Alessandria, Santo Monaco con sopra S. Agostino e l’Eterno Padre Benedicente.
L’interno, ad una sola navata, presenta una copertura a capriata e conserva un importate affresco raffigurante la Madonna delle Grazie di Andrea De Litio.
Da Alcuni anni la chiesa, oltre ad essere luogo di culto, viene utilizzato anche come auditorium

IL TEATRO COMUNALE

Inaugurato nel 1881, presenta un esterno ripreso dalla scala di Milano e un interno ispirato al S. Carlo di Napoli. Il progetto fu realizzato dall’ing. Francesco Consorti

LA CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

Fu costruita in pietra d’Istria nel XIII sec. per opera di Raimondo da Poggio e Rainaldo D’Atri.
Il campanile, opera di Antonio da Lodi, è alto ben 54 metri simile a quello del Duomo di Teramo.
La basilica presenta una facciata di forma rettangolare, con al centro un rosone a motivo floreale sopra il quale , dentro una nicchia, è collocato un gruppo marmoreo che rappresenta una Madonna con Bambino opera della scuola atriana del tredicesimo secolo.

L’interno in stile gotico è a tre navate.
Sulle pareti, troviamo affreschi che vanno dal 1200 al 1400.
Nella parte centrale dell’abside lo splendido ciclo di affreschi, il più importante del rinascimento abruzzese, opera di Andrea De Litio di Lecce dei Marsi.
La volta a crociera, è stata affrescata con le figure degli evangelisti dei quattro dottori della chiesa, disposti come quelli nella Basilica di S. Francesco in Assisi eseguiti da Giotto.

Da non perdere il monumentale Chiostro quadrangolare dei monaci cistercensi realizzato intorno al XIII secolo.

LA CHIESA DI SANTA CHIARA
e l'annesso CONVENTO DELLE CLARISSE

Fu fondata nel XIII sec. da una compagna di S. Chiara L’interno, ad una sola navata, a pianta rettangolare, contiene la cappella maggiore dell’Immacolata in stucco dorato, nella cui parte superiore è situata la statua di S. Chiara, opera del fiorentino Giuseppe Bartoli
Da notare due statue di S. Giovanni Battista e di S. Giovanni Evangelista.
Al centro troviamo l’esposizione del Santissimo Sacramento che, dal 1954, per volere del Vescovo Mons. Amilcare Battistelli, viene adorato ogni giorno.

MUSEO CIVICO ETNOGRAFICO

Nato grazie all’opera di Ettore Cicconi e Massimo Aielli, presenta oltre 2500 pezzi che testimoniano la storia e la cultura del territorio.
Paramenti sacri e un altare privato, della famiglia Ricciconti. con al centro un crocifisso ligneo del 1700.
Nella sezione dedicata alla sartoria troviamo vestiti d’epoca dal 1700 alla prima metà del 1900 dove fanno bella mostra:
- un abito da sera, della seconda metà dell’ottocento della Signora De Albentiis,
- un Abito in seta ricamato in fili d’oro per la Madonna del Rosario.
- un abito in fili d’ oro della seconda metà dell’ottocento, della Baronessa Castellani di Atri.

Non mancano sezioni dedicate ai mestieri scomparsi e agli arredi di un tempo.
Alcune vetrine sono dedicate all’attività dei minatori atriani, con attrezzi ed elementi vestiari, in quanto la città fu canale di emigrazione nel dopoguerra, particolarmente nelle miniere del Belgio.
E poi strumenti antichi per la musica bandistica, giacché Atri è stata tra le prime città in Abruzzo ad avere un complesso bandistico già dal 1806.

Nella sezione dedicata all’immagine, tra antiche macchine fotografiche, proiettori per lastre e lanterne magiche, c’è un cimelio con cui vogliamo chiudere questa breve quanto incompleta visita alla città di Atri: un proiettore cinematografico della fine degli anni 20, lo strumento che permette ad un opera cinematografica di viaggiare ovunque e far conoscere, oltre ad attori e registi, il magnifico lavoro degli autori della fotografia, di queste figure spesso nascoste che sono i grandi maestri della luce.

sabato 18 agosto 2007

Fossacesia (CH): Abbazia San Giovanni in Venere


Su una collina affacciata sul mare di Fossacesia, si trova un capolavoro dell'architettura sacra medievale: l'abbazia di San Giovanni in Venere.

L'abbazia di San Giovanni in Venere è posto su di un balcone del promontorio dedicato alla dea della bellezza, a picco su Fossacesia.

L'abbazia venne costruita tra il VI e l'VIII secolo su un più antico tempio pagano dedicato a Venere Conciliatrice.

Attorno al 1015 la chiesa venne ampliata e fu costruito il monastero.
Poi una seconda fase edilizia, ultimata nel 1120, portò la chiesa all'attuale struttura derivata imitando quella di Montecassino.
Una terza fase, promossa dall'abate Oderisio II, portò alla sopraelevazione del presbiterio, e alla copertura delle navate con le volte.

Ma l'ultimazione della chiesa arriverà con l'abate Guglielmo II nel 1344.
L'interno attuale è a tre navate separate da due file di cinque pilastri con la sezione a forma di croce, su cui poggiano gli archi.

Attraverso un arco si accede al presbiterio rialzato, coperto con volte a crociera.
Al di sotto si trova l'ampia e suggestiva cripta, a pianta rettangolare con tre absidi.

Le colonne, che formano cinque navate di differente ampiezza, sono tutti elementi architettonici provenienti dalla demolizione dell'antico tempio pagano.

Nella cripta si concentrano tutte le pitture della chiesa, rappresentate da affreschi risalenti ad epoche diverse: nell'abside centrale si sviluppa il più antico, raffigurante Cristo benedicente nella cosiddetta "mandorla" con in mano il Vangelo, ai lati San Giovanni Battista e San Benedetto, e ai piedi di questi è il monaco Provenzanus, in funzione di committente.

Nella stessa abside vi è un pannello perfettamente conservato, con la Madonna e il Bambino in trono, affiancata da San Michele Arcangelo e San Nicola; precedentemente attribuito a Luca da Pollutri alla data del 1190, è in realtà da datarsi all'ultimo quarto del Duecento.

Le volte delle due absidi laterali sono decorate con altri affreschi, più tardi e risalenti alla fine del XIII secolo: uno con Cristo in trono e i santi Vito e Filippo, l'altro più articolato, con Cristo al centro circondato dai santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, Pietro e Paolo.

Sul fianco nord-est della chiesa si apre un ampio chiostro con un portico su tre lati.

Ancora oggi tenuto degnamente dai monaci, è attualmente sistemato a lussureggiante giardino mediterraneo, caratterizzato da una grande varietà di piante tra cui non mancano i cipressi e le palme.
La facciata è austera e semplice.
Attraverso il portale decorato da bassorilievi in pietra bianca, entro e il buio, trafitto da polverosi raggi di sole sembra urlare.
L'abbazia oggi si presenta a tre navate, di stile cistercense dalle maestose volte con travi in legno.
Grandi pareti spoglie.

I dipinti si concentrano tutti nella cripta al di sotto dell'immenso presbiterio.
Colpiscono l'immaginario i troni in pietra usati dai monaci e la stele in pietra che ricorda la breve permanenza, in questo luogo sacro del nostro patrono, il vescovo Berardo che qui si raccolse in preghiera prima di "ascendere alla cattedra episcopale di Teramo".

mercoledì 18 luglio 2007

Pianeta Farmacia 2007 - 12 - La Fibrosi Cistica



Dodicesima puntata di Pianeta Farmacia 2007, rubrica televisiva che affronta le tematiche più importanti che riguardano il mondo delle farmacie sia in Provincia di Teramo che in Abruzzo.

La dodicesima puntata è stata trasmessa il 18 Luglio 2007.

Sono intervenuti:
il dottor Paolo Moretti, responsabile regionale del Centro per la Fibrosi Cistica
il dott. Carlo Zuccarini, Vice Presidente della Federfarma Teramo

Il filmato ha una durata di 15m.

Redazionali televisivi prodotti da Federfarma di Teramo, trasmessi da un'emittente privata e realizzati da Federico Ioannoni e da Vincenzo Cicconi della Pacot Video.

E' visionabile all'interno del sito internet www.AbruzzoinTV.it e www.PacotVideo.it

sabato 14 luglio 2007

Pianeta Farmacia 2007 - 11 - Prepariamoci per le vacanze



Undicesima puntata di Pianeta Farmacia 2007, rubrica televisiva che affronta le tematiche più importanti che riguardano il mondo delle farmacie sia in Provincia di Teramo che in Abruzzo.

L'undicesima puntata è stata trasmessa il 4 Luglio 2007

Sono intervenuti:
il dottor Angelo Contrisciani,
il dottor Alberto Borreca,

Il filmato ha una durata di 20m.

Redazionali televisivi prodotti da Federfarma di Teramo, trasmessi da un'emittente privata e realizzati da Federico Ioannoni e da Vincenzo Cicconi della Pacot Video.

E' visionabile all'interno del sito internet www.AbruzzoinTV.it e www.PacotVideo.it

giovedì 12 luglio 2007

Tonino Guerra a Canzano: conferenza pubblica



Nell'estate del 2008 LUCCIOLE di Tonino Guerra illuminarono il borgo di Canzano (Teramo).
Il 12-07-2008 è stata inagurata una mostra dedicata a Tonino Guerra, sceneggiatore, artista, scrittore, pittore, scultore, architetto.

Per la prima volta "le Lucciole" di Tonino Guerra rigano di luce il cielo d'abruzzo.

Vincenzo Cicconi della PacotVideo ha realizzato due servizi video.
Un video con intervista a Tonino Guerra e il video della conferenza pubblica.
Entrambi i filmati sono corredati con le immagini della mostra.

L'organizzazione della mostra, tenuta in varie location a Canzano, è stata realizzata dall'Associazione Culturale Project San Gabriele di Teramo.

L'evento culturale è stato presentato dalla giornalista Mirella Lelli e ha visto la presenza del sindaco di Canzano Francesco Di Marco.

Tonino Guerra ha aperto il baule dei ricordi, accompagnato sul palco dalla musica di Astor Piazzola, suonata dal fisarmonicista Renzo Ruggieri, per condividere con il pubblico di Canzano spezzoni di una vita che ha conosciuto la felicità della poesia.

Nelle parole di Guerra c'è un inno alla bellezza, un invito ad eliminare le bruttezze della vita quotidiana.

L'artista ha anche modo di ricordare momenti di vita vissuta accanto ad amici quali Fellini, Mastroianni, Antonioni, Zavoli.

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 39 minuti ed è stato pubblicato su due canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(Vimeo - Blip.TV).

E' stato pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

E' stato pubblicato sulle pagine Facebook:
1 - Produzione Video a Teramo (Abruzzo) - PacotVideo.it di Cicconi Vincenzo
2 - Il blog della città di Teramo e della sua Provincia
e sulle pagine di Google Plus
1 - PacotVideo di Cicconi Vincenzo
2 - La Città di Teramo e la sua Provincia

Infine la pubblicazione del video è stato comunicato attraverso Twitter
1 - PacotVideo di Cicconi Vincenzo
2 - Città di Teramo

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domenica 8 luglio 2007

Interamnia World Cup 2007 - Elezione Miss E Mister



Manifestazione con la quale si elegge la più bella e il più bello della Interamnia World Cup edizione 2005.

A Teramo bellezze femminili e maschili si mettono in gioco sfilando sulla passerella della Interamnia World Cup.

Ragazze e ragazzi di tutto il mondo, prima in abiti normali e dopo in costume, sfilano raccogliendo gli applausi degli spettatori e con la speranza di convincere la giuria.

Interamnia World Cup è realizzata da Gigi Montauti.

mercoledì 4 luglio 2007

Interamnia World Cup 2007: Parata inagurale per le vie di Teramo


35° edizione della Interamnia World Cup.

Per le vie di Teramo (Abruzzo) grande Parata Inagurale.

Tra due ali di gente festosa, in un clima fantasmagorico, sfileranno giovanni di tutto il mondo con i loro costumi caratteristici che, insieme ad artisti e gruppi esotici, musicali e folkloristici, saranno protagonisti di emozioni e sorprese.

Il reportage è realizzato da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo

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Il video, della durata di 36 minuti circa, è stato pubblicato integralmente su due canali di video sharing:
(Vimeo - Blip.TV ) gestiti dalla PacotVideo.

E inoltre pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

mercoledì 20 giugno 2007

Pianeta Farmacia 2007 - 10 - Una buona alimentazione con i consigli del professor Carlo Cannella



Decima puntata di Pianeta Farmacia 2007, rubrica televisiva che affronta le tematiche più importanti che riguardano il mondo delle farmacie sia in Provincia di Teramo che in Abruzzo.

La decima puntata è stata trasmessa il 20 Giugno 2007

E' intervenuto il professor Carlo Cannella, presidente dell'Istituo Nazionale della Nutrizione,

Il filmato ha una durata di 14m.

Redazionali televisivi prodotti da Federfarma di Teramo, trasmessi da un'emittente privata e realizzati da Federico Ioannoni e da Vincenzo Cicconi della Pacot Video.

E' visionabile all'interno del sito internet www.AbruzzoinTV.it e www.PacotVideo.it

mercoledì 6 giugno 2007

Pianeta Farmacia 2007 - 9 - Prepariamoci per l'estate



Nona puntata di Pianeta Farmacia 2007, rubrica televisiva che affronta le tematiche più importanti che riguardano il mondo delle farmacie sia in Provincia di Teramo che in Abruzzo.

La nona puntata è stata trasmessa il 6 Giugno 2007

Sono intervenuti:
il dottor Alfredo Nibid, medico dermatologo,
il dottor Angeloandrea De Martinis, farmacista di Teramo

Il filmato ha una durata di 21m

Redazionali televisivi prodotti da Federfarma di Teramo, trasmessi da un'emittente privata e realizzati da Federico Ioannoni e da Vincenzo Cicconi della Pacot Video.

E' visionabile all'interno del sito internet www.AbruzzoinTV.it e www.PacotVideo.it

mercoledì 23 maggio 2007

Pianeta Farmacia 2007 - 8 - Alcool e Guida



Ottava puntata di Pianeta Farmacia 2007, rubrica televisiva che affronta le tematiche più importanti che riguardano il mondo delle farmacie sia in Provincia di Teramo che in Abruzzo.

L'ottava puntata è stata trasmessa il 23 Maggio 2007

Sono intervenuti:
il dottor Enrico Paolo Garrisi, titolare di una farmacia di Villa Lempa,
Il dottor Maurizio Assetta, neurologo

Il filmato ha una durata di 11m.

Redazionali televisivi prodotti da Federfarma di Teramo, trasmessi da un'emittente privata e realizzati da Federico Ioannoni e da Vincenzo Cicconi della Pacot Video.

E' visionabile all'interno del sito internet www.AbruzzoinTV.it e www.PacotVideo.it

mercoledì 9 maggio 2007

Pianeta Farmacia 2007 - 7 - Omeopatia



Settima puntata di Pianeta Farmacia 2007, rubrica televisiva che affronta le tematiche più importanti che riguardano il mondo delle farmacie sia in Provincia di Teramo che in Abruzzo.

La settima puntata è stata trasmessa il 9 Maggio 2007

Sono intervenuti:
il dottor Francesco De Martinis,
la dottoressa Clorinda Catacuzzeno,

Il filmato ha una durata di 16m.

Redazionali televisivi prodotti da Federfarma di Teramo, trasmessi da un'emittente privata e realizzati da Federico Ioannoni e da Vincenzo Cicconi della Pacot Video.

E' visionabile all'interno del sito internet www.AbruzzoinTV.it e www.PacotVideo.it

mercoledì 25 aprile 2007

Pianeta Farmacia 2007 - 6 - Stress e Stanchezza



Sesta puntata di Pianeta Farmacia 2007, rubrica televisiva che affronta le tematiche più importanti che riguardano il mondo delle farmacie sia in Provincia di Teramo che in Abruzzo.

La sesta puntata è stata trasmessa il 25 Aprile 2007.

Sono intervenuti:
il dottor Daniele De Dominicis,
la dottoressa Simonetta Iannetti , titolare di una farmacia di Teramo

Il filmato ha una durata di 15m.

Redazionali televisivi prodotti da Federfarma di Teramo, trasmessi da un'emittente privata e realizzati da Federico Ioannoni e da Vincenzo Cicconi della Pacot Video.

E' visionabile all'interno del sito internet www.AbruzzoinTV.it e www.PacotVideo.it

Mario Ambrosini: dall'antifascismo alle lotte sindacali. Brevi ricordi di un militante. (Parte 9°)

Devo mio malgrado riferire le motivazione che mi hanno indotto a troncare l'iscrizione all'ex PCI: in qualità di proletario tengo a preci­sare di non essere mai venuto meno allo schieramento di sinistra par­tecipando a tutte le manifestazioni, politiche, sindacali e di voto.

Que­sto per dichiarare con forza che la speranza di una società giusta, pacifica e democratica, mai mi ha abbandonato.

Io non sono cambiato, mentre molti individui entrati nel PCI a livello Provinciale e Nazionale sono stati accolti e premiati con cariche importanti ma quando hanno compreso che la loro mediocrità in quel contesto, non consentiva di realizzare l'obiettivo prefissato, malati di camaleontismo di bassa lega. hanno cambiato bandiera in questo modo affermando il poltronismo malattia del secolo.

Altro male è il verticismo e il trasformismo.
Viene a mancare così il rapporto diretto tra base e vertice viene meno il convincimento politi­co - orientativo soprattutto in quei compagni (e ne sono tanti) che non hanno la possibilità di capire il linguaggio politichese ad uso e consu­mo dei Poltronisti.

Il mondo va avanti con un progresso che non modifica in senso buono le condizioni degli abitanti della Terra, ma aggrava sempre di più la differenza tra ricchi e poveri.

Voglio sperare che nel mondo cresca un grande movimento guidato da uomini capaci di cambiamenti radicali dove ogni uomo e ogni don­na possa sentirsi partecipe e protagonista.

Sognare non costa niente e per fortuna non si può proibire.

Ora voglio esternare alcune considerazioni che hanno segnato il mio comportamento.

Prima che mio padre morisse mi sono iscritto al P.C.I. e il mio impegno non é mai mancato.

Il segretario del PCI provinciale Nencini, "tosca­no", lanciò una campagna di reclutamento che mi vide impegnato; al termine della campagna di reclutamento si tenne una manifestazione al Teatro Comunale nel corso della quale venni premiato per il lavoro svolto dal compagno Ferrari che nella lotta partigiana era stato commissario Politico della seconda Brigata Iulia, il comandante era il de­mocristiano Zaulari, la brigata operava nel parmense.

Quando venne a Teramo il compagno Togliatti in una assemblea te­nutasi alla sala Lenin fui nominato responsabile del servizio d'ordine .

Quando venne a Teramo il compagno Di Vittorio, potei stringergli la mano nella riunione del direttivo provinciale di cui facevo parte.

Venne a Teramo una seconda volta.
Dopo il comizio percorse Via Capuani: gli andai incontro, mi riconobbe e ci stringemmo la mano con molta gioia, uno degli accompagnatori alla sede del PCI era Pasquale Limoncelli.

In un’altra occasione venne a Teramo la medaglia d'oro alla Resi­stenza, il Segretario Nazionale dell'ANPI Arrigo Boldrini.

In Piazza Martiri della Libertà era accompagnato dal presidente provinciale Giorgio Valente e Antonio Rodomonte, ma benché ci incontrassimo faccia a faccia finsero di non conoscermi.
Non capii perchè non meritassi un saluto, non ho mai chiesto nulla!

Anche quando sono venuti nel teramano segretari nazionali CGIL, nonostante facessi parte dei vari direttivi e della segreteria FILLEA fui considerato uno dei tanti partecipatiti ai comizi.

Io penso che se un compagno viene eletto nelle varie istanze deve avere la stima e la fiducia che merita in toto, altrimenti nei congressi non deve essere proposto per farne parte.

Quando sono stato impegnata ho dato quello che era nelle mie possi­bilità e con orgoglio posso affermare che ancora godo della stima di tutti i lavoratori che mi hanno conosciuto.

­Voglio ricordare che il principio in cui credo è la persona giusta al posto giusto, nell'interesse del movimento sindacale.

Purtroppo non serve la rappresentanza obbligata partítica, ma la volontà di crescere e far crescere il sindacato.


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Testimonianza di Mario Ambrosini
Tratto dalla Collana "Quaderni della memoria"
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martedì 24 aprile 2007

Mario Ambrosini: dall'antifascismo alle lotte sindacali. Brevi ricordi di un militante. (Parte 8°)

Negli anni cinquanta lavorai nell'officina metalmeccanica Antonio Di Teodoro e fui membro del direttivo provinciale C.G.I.L..

Negli anni 50' - '60 con il compagno Italo De Angelis organizzammo gli scioperi dei mezzadri nella Val Vibrata per l'applicazione del "lodo De Gasperi”.

Nel 1953 cambiai lavoro e diventai un edile, presi la tessera sindacale FILEA oggi FILLEA che mi ha accompagnato fino alla pensione.

Le ragioni che mi hanno spinto a raccontare la mia vita di militante non sono auto celebrative sono solo una testimonianza del lavoro svolto da uomini come me nell'interesse dei lavoratori per affermare la democra­zia contro ogni tentativo di affossamento della Costituzione.

Nei 60 anni di appartenenza al sindacato e' giusto ricordare alcuni episo­di e alcuni compagni che hanno contribuito a costruire un sindacato forte.
La lotta della Val Vomano fu vittoriosa perché si riaprirono i cantieri per il completamento dell'opera.
Si pose il problema di organizzare i lavoratori nei cantieri.

Segretario della categoria degli edili era il compagno Savino Savini indimenticabile per abnegazione e capacità, ex membro della commissione interna.

In quel periodo ero disoccupato.

Fui incaricato di celebrare il primo maggio a Cesacastina.
Allora non c'era la strada per raggiungere il paese; si doveva percorre­re sentieri di montagna.
Mi accompagnò l’allora segretario della Came­ra del Lavoro di Nereto Nello D'Innocenzo.

A Cesacastina mi aspetta­va il compagno Domenico Forti membro della commissione interna.

Alcuni giorni dopo fui incaricato di organizzare il sindacato nei cantie­ri di Bosco Martese in collaborazione con altri compagni.
lo ero favo­rito a raggiungere in poco tempo i vari i cantieri perchè ero un camminatore instancabile.
Mi incontrai con Arnaldo Di Giovanni.

Al cantiere Castellano ricordo il compagno Quaranta di Cusciano, al cantiere Tordino Domenico Di Carlantonio di Padula, il fratello lavorava come magazziniere nel cantiere di Cavate.

Poco tempo fa ho incontrato a Teramo Mario Di Paolo che lavorava come carpentiere nei cantieri di Bosco Martese: Mario non aveva dimenticato il mio lavoro di attivista sindacale.

Non ricordo la data, ma un giorno si svolsero le elezioni per i rappresentanti sindacali.


A competere erano CGIL e CISL.

Per la CGIL ero candidato come rappresentante in quattro dei sette cantieri (Cippo, Castellano, Tordino e Cavate) per la CISL il figlio di Angeletti allora segretario provinciale di quella organizzazione.

La vittoria alle elezioni della CGIL fu schiacciante.
Ho lavorato successivamente a Milano, Genova, Roma. ovunque partecipando all’at­tività sindacale.

Vale la pena di ricordare il contributo dato anche alla costituzione della Cassa Edile prodigandomi nell'opera di convinci­mento sulla sua utilità vincendo la resistenza dei datori di lavoro, l'in­credulità e la passività di molti lavoratori che non capivano quale importanza rivestiva per il movimento operaio. Anche se quella battaglia fu dura sono orgoglioso di aver contribuito alla costituzione della Cas­sa Edile.

Sono orgoglioso anche che molti di quegli operai scettici quando li ho incontrati di nuovo me ne hanno reso merito.

Dopo tanto peregrinare nei cantieri di tante città d'Italia tornai a Teramo e trovai lavoro nel cantiere autostradale a Casale S.Nicola frazione del Comune di Isola dei Gran Sasso.

Fui eletto membro del direttivo FILLEA e della segreteria Provincia­le, al congresso Regionale fui eletto componente del direttivo.
Ho fatto anche parte del direttivo provinciale CGIL.
Arrivato alla pensione al primo congresso SPI venni eletto responsa­bile della commissione verifica poteri del direttivo Provinciale.

Ora sono per mia scelta un semplice iscritto che mantiene sempre un rap­porto corretto e di stima con i compagni della CGIL.

Nel 1983 gli antifascisti teramani con alla testa Alfredo Zaccaria volle­ro nominarmi segretario provinciale dell’associazione A.N.P.P.I.A., gli altri componenti erano: Berardo Taddei, Alfredo Pompa, Mario Marcelli, Renato Tuzzolí, Giuseppe Di Ferdinando, Umberto Angelucci, Carlo Palucci, Arturo Martellacci, Giorgio Valente.

L'attività dell’A.N.P.P.I.A andò avanti regolarmente attraverso assemblee congressuali e iniziati­ve varie: il gemellaggio Teramo – Ivangrad, la commemorazione di Ercole Vincenzo Orsìni con la presenza di Clemente Maglietta.

La commemorazione di Romolo Di Giovannantonio e Berardo Di Antonio, con Riccardo Cerulli, Mario Mammuccari, Giulio Spallone componenti la segreteria nazionale dell’A.N.P.P.I.A. e la posa del Cippo commemorativo presso la villa Comunale di Teramo, con la partecipazione del Sindaco di Teramo Pietro D'Ignazio, dell'assesso­re alla cultura e allo sport Antonio Tancredi, Luciano Fratoni in rap­presentanza del Segretario generale della C.G.I.L. Pasquale Di Massimantonio e dei rappresentanti dei Partiti della Sinistra.


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Testimonianza di Mario Ambrosini
Tratto dalla Collana "Quaderni della memoria"
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lunedì 23 aprile 2007

Mario Ambrosini: dall'antifascismo alle lotte sindacali. Brevi ricordi di un militante. (Parte 7°)

L'entusiasmo per la fine del fascismo e della guerra facilitò la crescita del P.C.I.

I compagni per raggiungere le varie zone dove si esercitava l'opera di proselitismo e organizzazione usavano le gambe e le biciclet­te e le rare auto e moto possedute dai militanti; ricordo a proposito i compagni Francesco D'Alessio, Francesco Nori e il compagno Gigi D'Eugenio con il suo 500 Guzzi.

Nei vari quartieri si organizzarono le cellule.

Nella ex Federazione Fascista si insediarono: il Partito Comunista, il Partito Socialista e l'A.N.P.I.
Fu organizzata una biblioteca, con libri donati dai compagni Tommaso e Giovanni Ciunci e fu organizzato il circolo giovanile "Stella"
Il compagno Alessio Camardella tenne lezioni sul marxismo, sul plus valore, sulla cultura in genere.

In principio tutto funzionava a meraviglia.
Iniziò un periodo di scarsa partecipazione alle riunioni, mentre impe­rava la disoccupazione.
Si comprese che la cultura, la prospettiva del domani forniva la spe­ranza, ma per l'oggi?

Nel sindacato C.G.I.L. iniziò un periodo di difficoltà soprattutto nel settore dell’edilizia, con i1 conseguente ristagno dello sviluppo organizzativo anche nelle campagne.

Il Segretario della Camera del lavoro che sostituì Antonio Tosti, un certo Riccardo Riccardi, con­tribuì alla situazione di crisi attraverso la firma di accordi antioperai.

La società Terni concessionaria per lo sfruttamento delle acque nella nostra Regione, terminate le costruzioni delle centrali di S.Giacomo e Provvidenza, interruppe i lavori per la costruzione della terza centrale, chiudendo tutti i cantieri.
La società Terni licenziò 700 operai con un accordo beffa avallato dal segretario Riccardo Riccardi.
Venne richia­mato da Chieti il compagno Toni Di Paolantonio per assolvere alla fun­zione di segretario provinciale della C.G.I.L.

Anche nel P.C.I. avvenne un cambio direzionale, nuovo segretario provinciale diviene il toscano Nencini; responsabile dell'organizzazio­ne Raul Silvestri.
Si cercò di rimediare alla situazione di crisi lancian­do una campagna di reclutamento nel partito.

Si impegnarono tutti i compagni attivisti, fu anche lanciata una sottoscrizione e il ricavato permise l'acquisto di una Balilla.
La campagna di reclutamento ebbe un certo successo, ma mancava ancora un progetto politico per af­frontare la crisi economica del momento.

In quel tempo facevo parte della commissione di organizzazione del Partito e del direttivo provinciale.

In una riunione del direttivo vi fu uno scontro di posizioni.
Nella relazio­ne introduttiva il segretario Nencini sostenne che la campagna di reclu­tamento con un partito più forte avrebbe risolto i problemi esistenti.
Mentre altri compagni sostenevano che senza un progetto politico di rilancio della nostra Provincia non avremmo risolto nulla.
Lo scontro si concluse con l'espulsione del compagno Vincenzo Massignani e di Vincenzo Pultroni.

Con il ritorno di Tom a Teramo cominciò a cambiare la situazione sia nel Partito che nel sindacato.
Tom iniziò a riprendere contatto con tutti gli attivisti sia del partito che del sindacato.

Gli incontri avveniva­no in ogni luogo e si protraevano fino alle quattro del mattino.
Si iniziò in questo modo a preparare il terreno per la lotta del Vomano.

Intanto un certo Tranquilli lavorò con grandi sacrifici, ma con grande successo, all'organizzazione del sindacato dei mezzadri.

II progetto della Val Vomano che doveva rappresentare il riscatto della nostra pro­vincia e dell'Abruzzo intero cominciava a determinarsi.

Il completamento delle centrali idroelettriche avrebbe prodotto tanta energia capace di trasformare tutto l'Abruzzo.

Per coinvolgere tutte le categorie che operavano su tutto il territorio era necessario spiegare quali benefici si potevano ottenere con la vittoria del progetto Val Vomano.

Si riuscì a coinvolgere nella lotta tutta la gen­te, portando nelle più sperdute zone la parola del sindacato e del partito.

Quanti compagni comunisti e socialisti si impegnarono senza tregua per il progetto Val Vomano !
Molti di noi compagni non avevano la facilità nell'uso della parola ma ci aiutavamo con appunti sui fogli di carta.

Una delle armi che ebbe una grande risonanza furono gli scioperi a rovescio.

Punto focale del­la lotta fu Montorio al Vomano, con scontri con le forze dell'Ordine: come si può dimenticare il grande contributo dato dalle donne di Montorio al Vomano?

Intanto Vincenzo Massignani rientrò nel partito, e fu uno dei protagoni­sti di quelle lotte.
Vincenzo era proprietario di un motociclo “cardellino" della Guzzi.
Tom, che doveva recarsi a Montorio con urgenza, non avendo a disposizione altri mezzi, si fece accompagnare da Vincenzo, ma prima di arrivare a Montorio in una curva a gomito chiamata del "genera­le” caddero entrambi, per fortuna senza conseguenze.


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Testimonianza di Mario Ambrosini
Tratto dalla Collana "Quaderni della memoria"
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domenica 22 aprile 2007

Mario Ambrosini: dall'antifascismo alle lotte sindacali. Brevi ricordi di un militante. (Parte 6°)

Dopo alcuni mesi dalla Liberazione vengo chiamato dal comando Alleato che risiedeva nel Palazzo Cerulli, di fronte al Teatro Comuna­le.

Dopo le presentazioni di rito, un alto ufficiale dell'esercito alleato mi chiese, mostrandomi un pezzo di carta, se quella ricevuta con la mia firma era la stessa che avevo rilasciato al sig. Giovanni Lera.

Penso che l'affermazione dell'autenticità della mia firma su quel fo­glietto consentì il rimborso al sig. Lera, mentre a me fu rilasciato un attestato di Combattente della Libertà.

Voglio anche testimoniare che nonostante le difficoltà, per operazioni di guerriglia furono scelte zone che non comportavano coinvolgimento della popolazione civile.
Tengo a ricordare la mia adesione al movimento antifascista avvenu­ta all'età di 15 anni

Terminato il periodo della lotta partigiana nel 1944 richiesi tramite domanda, firmata da due garanti, l'iscrizione al P.C.I. al quale fui ammesso.
Nel 1945 mi iscrissi al sindacato­.

A Liberazione avvenuta, il Comitato Provinciale di Liberazione. come primo atto, elegge a Prefetto di Terarno il partigiano capitano Lorenzini.
Iniziò il riordino amministrativo in tutti i Comuni della nostra Provincia e si appaltarono i lavori per la ricostruzione in seguito ai danni provocati dai bombardamenti alleati e dalle truppe tedesche nel corso della ritirata.

Convocato il Congresso del P.C.I., Segretario Provinciale venne elet­to Nicola Crapsi tecnico impegnato nella costruzione della Centrale di S.Giacomo.
Iniziò così il lavoro di organizzazione del P.C.I., mentre nel sindacato si avviò il lavoro di proselitismo ce di organizzazione.
Segretario provinciale della Camera del Lavoro Provinciale era il compagno Antonio Tosti.

Fu costituita una commissione giovanile composta da: Michele Artese e Marisa Savocco rappresentanti del partito socialista.

Salvatore Tirabove rappresentante repubblicano.
Orlando Esposito e Mario Ambrosini per il partito comunista e un rappresentante dell'azione cattolica.

Orlando Esposito lavorò alla ricostruzione del ponte di Cartecchio e fu eletto rappresentante sindacale.
Per la costruzione organizzativa del sindacato vi fu la collaborazione dei vari partiti anche se col tempo la situazione cambiò.

Devo necessariamente esporre in quale contesto si operava per or­ganizzare i partiti e il sindacato.

L'assetto economico della nostra Provincia si basava sulla grande proprietà agraria.
Poche famiglie erano proprietarie dei migliori terre­ni ed erano molto ricche, mentre tredicimila famiglie di mezzadri era­no molto povere e penalizzate da un capitolato colonico beffa stipula­to dopo l’avvento del fascismo.

Vi erano anche circa 14mila coltivatori diretti comprensivi anche di piccoli proprietari non coltivatori diretti.
Il lavoro nei campi si svolgeva a mano e con 1'ausilio dei buoi.

A quel tempo era in uso nelle famiglie contadine avere il calzolaio, il sarto, il fabbro nel corso dell'anno; il pagamento avveniva quando era terminata la mietitura.
Da considerare che l'energia elettrica non era sufficiente.

Pensate che i capoluoghi comunali erano scarsamente illuminati.
La maggior parte degli abitanti aveva installato uno strumento detto limitatore il quale scattava se si accendevano in contemporanea due lampadine e si rimaneva al buio

In tutte le case abitate dai contadini dislocate nelle campagne l'illumina­zione avveniva usando l'acetilene a carburo o il lume a petrolio.

Non era sviluppata la rete idrica, molte famiglie avevano il pozzo artesiano.
Nelle città le categorie più rappresentate erano: i fabbri. i falegnami, i sarti, gli edili e gli impiegati che sognavano le 1000 lire al mese.

Nel periodo anteguerra la situazione economica era molto grave.
La sporca guerra poi aggravò ulteriormente la situazione economica per la mancanza di braccia conseguente alla chiamata alle armi.

Ho voluto descrivere questa situazione per tenerla in giusta considerazione.

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Testimonianza di Mario Ambrosini
Tratto dalla Collana "Quaderni della memoria"
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sabato 21 aprile 2007

Mario Ambrosini: dall'antifascismo alle lotte sindacali. Brevi ricordi di un militante. (Parte 5°)

Alcuni giorni prima della Pasqua del 1944 decisi di riprendere contat­to con Armando Ammazzalorso e, con Nicola Sclocchini, mi recai a Poggio Valle dove fummo ospiti della famiglia Tassoni.
Nel paese incontrammo Attilio Taraschi e Guido Pezza.
Dopo qual­che giorno avvenne l'incontro a Valle Piola e fu molto festoso.

Ar­mando Ammazzalorso era in compagnia della squadra di Garrano con i partigiani Vittorio Fanelli, Gino Battistelli, Scacchia e Fazzini, ospiti della famiglia di Velio Ferrante.
Concordammo che nella zona dove dovevo operare era troppo facile essere scoperti, bisognava attendere che il grano fosse alto.

Nel mese di maggio con mio padre in località Piano d'Accio, al di là del fiume Tordino, incontrai Felice Rodomonte.

Ci venne a contattare a Casemolino il colonnello Mazzei, anche egli facente parte della re­sistenza.
Presero contatto con me e mio padre sempre nel mese di maggio del 1944 un inglese e un americano dell'esercito alleato i quali ci informarono di un gruppo di partigiani, al comando di Pelagalli, attivo a Civitella del Tronto con cui avremmo potuto prendere contatto.

Intanto si pensò di fare qualche atto di sabotaggio.

Le truppe tedesche avevano messo nei vari incroci stradali dei cartelli indicatori per la percorrenza delle autocolonne: invertimmo i cartelli da un bivio ad un altro creando confusione e perdita di tempo alle autocolonne tedesche.

Nei primi giorni di giugno l'esercito tedesco iniziò la ritirata dal fronte.
A Castellalto un gruppo partigiano capeggiato da un individuo poco raccomandabile si comportò in modo da creare turbative atte a di­struggere documenti del Comune, imponendo, con atti intimidatori, al parroco Don Serafino De Berardinis colazioni e pranzi gratis.

I notabili del paese informati della nostra presenza, tramite Vittorio D'Andrea che aveva funzioni di applicato di segreteria nel Comune, ci fecero sapere che la nostra presenza sarebbe stata utile e necessaria.

lo e mio padre ci recammo a Castellalto e, resici conto della situazione, accettammo di assumerci la responsabilità di ristabilire l'ordine.

Così il gruppo che avrebbe dovuto operare nella guerra contro i nazifascisti fu impegnato nell'opera di polizia e prevenzione, impe­dendo ai soldati tedeschi e fascisti sbandati ogni atto inconsulto.
Riuscimmo a fronteggiare la precaria situazione.

Nell'ufficio comu­nale si doveva ricostruire l'anagrafe e tutti gli atti amministrativi.
Avem­mo la fortuna di avere in qualità di segretario comunale il sig. Lucci che con instancabile senso del dovere riuscì a ristabilire la normale attività del Comune.

L'altro problema era la mancanza di sale e l'aiuto agli sfollati.
Anche questi problemi furono risolti coinvolgendo le famiglie proprietarie che contribuirono con soldi e sacchi a far arrivare il sale da Santa Mar­gherita.

A distribuzione avvenuta furono restituiti soldi e sacchi.
Gli sfollali furono assistiti.
Furono istituite scuole.

Per assolvere ai compiti di polizia collaborarono: i fratelli Giovanni e Gennaro Nocella, Nicola Sclocchini, Serafino De Luca, Antonio Pallitti, Orazio Rotolone, Domenico Di Ferdinando, Emidio Filippini, Davide Recchiuti.

Il 17 agosto 1944 il Commissario Provinciale del governo Militare Alleato nominò Commissario Straordinario per l'amministrazione al Comune di Castellalto Gaetano Ambrosiani.

II 29 ottobre 1944 il Prefetto Giovanni Lorenzini comunicò a mio pa­dre la nomina a Sindaco della civica amministrazione di Castellalto.

Per quanto dichiarato sull'incontro avvenuto con Armando Ammazzalorso in località Valle Piola due giorni dopo la Pasqua del 1944, devo aggiungere che nel viaggio di ritorno alla mia base operativa non fu possibile usare il percorso precedentemente usato, per evitare incontri e scontri con pattuglie nazifasciste.

Questo comportò l'allungamento del percorso, una notte all’addiaccio nella neve, in compagnia dell'ululato del lupo.

Alle prime luci dell'alba riprendemmo il cammino, dopo aver percorso qualche chilometro trovammo le impronte dei lupi sulla neve.
Giunti a Pietra Stretta ci incamminammo per raggiungere il paesino di Piano Maggiore, li fummo ospi­tati dalla famiglia di Giovanni Lera.
Il mattino seguente prima di ripartire ci fu richiesta una ricevuta per attestare l'ospitalità ricevuta, che rilasciai.


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Testimonianza di Mario Ambrosini
Tratto dalla Collana "Quaderni della memoria"
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venerdì 20 aprile 2007

Mario Ambrosini: dall'antifascismo alle lotte sindacali. Brevi ricordi di un militante. (Parte 4°)

Dopo la battaglia si pose il problema di fronteggiare un attacco im­provviso nella notte da parte delle truppe tedesche.
Si decise di costituire tre gruppi di volontari composti da 33 partigiani per ogni gruppo.

Del primo gruppo, del quale feci parte, ebbe il comando Armando Ammazzalorso.
Ricordo ancora alcuni altri compagni: Giorgio Valente, Attilio Maraschi, Guido Pezza e altri di cui non rammendo i nomi.

Un altro gruppo fu comandato da Mirco Matatievick, l'altro ancora da Ryko Neradovic.

II gruppo Ammazzalorso si dispose sul colle ver­so Paranesi per prevenire un attacco da quella parte.
Gli altri due gruppi si disposero uno a fronteggiare il versante di Ascoli Piceno, l'altro per vigilare l'eventuale attacco proveniente da Amatrice.
Il gruppo comandato da Adelchi Fioredonati si stabilì fin da subito sul Monte Gorzano.

Durante la notte si notarono molte luci nei boschi sottostantì, erano soldati tedeschi scampati alla morte nel combattimento che si era ingaggiato.

Il giorno 26 settembre, considerata la missione compiuta, riprendem­mo la via del ritorno a Bosco Martese.

Il sentiero obbligava a ripassare sull'Ara Martesa dove trovammo Carlo Ricci intento a estrarre l'otturatore della mitraglia per renderla inservibile.
Chiedemmo il motivo di tale comportamento e la risposta fu che nel corso della notte c'era stato il "si salvi chi può".

Dietro un cespuglio notammo un uomo che dormiva di un sonno profondo, lo svegliammo: era Alberto Rodomonte.

Nel ritornare a Bosco Martese ci imbattemmo nella postazione Rodomonte ma non c'era più nessuno.
Controllammo la mitraglia Saint Etienne per renderla inservibile, poi proseguimmo per Bosco Martese dove non trovammo nessuno.

Scendemmo a Pietralta dove fummo ospitati dalle famiglie del luogo.

Alle ore 15,00 cominciarono a tuonare i cannoni, si comprese che i tedeschi al più presto sarebbero arrivati in forze.

Ammazzolorso con responsabilità e grande capacità riuscì ad evitare il rastrellamento delle truppe tedesche.

I gruppi comandati dai due comandanti slavi erano composti da partigiani slavi e da partigiani di Montorio al Vomano.
Furono costretti a duri combattimenti con molti feriti e molti morti.

Evitati i rastrellamenti, riuscimmo a scendere a Magnanella, dove fummo ospitati da Gilda Cordone la quale già ospitava suo fratello Gaetano.
Dei gruppo dei 33 alcuni tornarono a Teramo, altri furono incaricati di riprendere i contatti con i partigiani che operavano in città.

Ristabiliti i contatti, ci furono mandati viveri e quanto occorreva per sopravvivere.

Da Magnanella ci spostammo sul monte Tre Croci in località Acqua Chiara dove era ubicata una baracca della forestale.

ln quei giorni dal campo di concentramento di Servigliano in provincia di Ascoli Piceno, ci fu un evasione di prigioníeri, alcuni dei quali vole­vano passare il fronte, li ospitammo per alcuni giorni, tra essi un ame­ricano, un inglese, un polacco e tre slavi.

Vennero da Teramo Bruno Sanatacroce, Bruno Cellini e Ivo Mordente.

Informati che la Forestale avrebbe ripreso possesso della baracca, Ammazzalorso ed il sottoscritto ci spostammo a Villa Gesso dove fummo ospitati da Donato Di Silvestro.

Nel mese di novembre (del 1943) si decise che Ammazzalorso sarebbe rimasto in zona per riorganizzare i gruppi di partigiani mentre io mi dovevo spostare nella zona di Castellalto per organizzare un altro gruppo di partigiani che avrebbe operato in un'altra zona.

La mia famiglia si era dovuta trasferire a Casemolino frazione del comune di Castellalto dai genitori di mia madre, così il mio compito si rese più facile.
Venne l'inverno con tanta neve e non fu facile tenere i contatti con i vari gruppi.


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Testimonianza di Mario Ambrosini
Tratto dalla Collana "Quaderni della memoria"
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giovedì 19 aprile 2007

Mario Ambrosini: dall'antifascismo alle lotte sindacali. Brevi ricordi di un militante. (Parte 3°)

Nel mese di settembre (1943) ci furono contatti e riunioni per decidere il da farsi, considerato che il fronte era ancora lontano.
Iniziò a Teramo un movimento di truppe tedesche da e per il fronte.

A Piazza Garibaldi il capitano dei carabinieri Bianco disarmo una co­lonna di soldati tedeschi che poi, per ordine del colonnello comandante del distretto di Teramo Scarienzi, furono riarmati.
Questo episodio provocò una presenza più massiccia delle truppe tedesche.

Si scelse da parte di tutti gli antifascisti di organizzare la lotta armata.
Si tenne una riunione con la partecipazione di: Ercole Vincenzo Orsini, Armando Ammazzalorso, Adelchi Fioredonati, il capitano Giovanni Lorenzini, Felice Rodomonte, Mario Capuani, il cap. Ettore Bianco, Vincenzo Poltroni, Gaetano Ambrosini ed altri di cui non ricordo il nome.
lo non partecipai a quell'incontro, ma ne fui informato da mio padre.

A quella riunione si confrontarono due posizioni: quella dei comunisti i quali proponevano la formazione di gruppi partigiani in alcuni punti strategici con la possibilità di attacco e vie di fuga e il collegamento, tramite radio, con i gruppi che operavano in città.

L'altra tesi era di andare a Bosco Martese e di li organizzare i gruppi di resistenza.
La seconda proposta prevalse.
Così tutti si impegnarono per l'organizzazione a Bosco Martese.
Tutto l'occorrente: armi, vitto, vestiario e contenitori per la mensa fu prelevato dalle caserme.

Il giorno 22 settembre 1943 riesco con un mezzo di fortuna a raggiungere Bosco Martese.
Vi giunsi verso mezzogiorno.

Appena arrivato mi informai dove era il comando: questo era ubicato nella casetta della Forestale, nel cui spazio antistante era stata siste­mata la mensa.

Nell'area ora occupata dall'albergo e su tutto il colle circostante erano accampati tanti uomini di tutte le età, dai giovanissimi agli anziani.


Notai sul piazzale, tra gli altri, Loreto Piantini, Antonio Di Teodoro Adone, Gianni Nisii.

Molti di quei giovani si erano rifugiati a Bosco Martese per paura dei tedeschi
Il giorno 24 settembre ci fu la consegna delle armi.
Molti giovani non ne conoscevano l'uso, così mi resi utile facendo l'istruttore.

Il giorno successivo, 25 settembre, giunse una staffetta la quale informò che i tedeschi avevano prelevato nel mulino De Iacobis dei partigiani e li avevano fucilati e che una colonna motorizzata era diretta a Bosco Martese.

Il fatto nuovo non dava il tempo necessario per una organizzazione compiuta
La battaglia si svolse nell'Ara Martesa.

L'Ara Martesa è un piccolo spazio tra due colli: a sinistra si trova un'altura che arriva fino a Bosco Martese, sulla destra il colle che arriva fino a Paranesi.

Nello spazio adiacente alla strada c'era una baracca dei boscaioli davanti alla quale era stata piazzata una mitragliatrice con il mitragliere Carlo Ricci detto "Macinino", ottimo e coraggioso pugile, così chiamato per il suo modo di combattere.

Sul colle di sinistra in un'altra piazzola era stata sistemata una mitra­gliatrice di fabbricazione francese una Saint Etienne controllata da uomini della banda Rodomonte, tra essi c'era anche Italo Piantini.

Sul colle che si estende sopra Paranesi, appena sopra la strada, erano stati sistemati altri partigiani.

Fatta avvicinare la colonna tedesca a circa trenta metri iniziò il fuoco.

La colonna tedesca fu sorpresa dalle due mitragliatrici e dai partigiani che erano disposti sopra la strada.

Finita la battaglia si contarono numerosi morti da parte tedesca.
Il co­mandante la colonna tedesca fu preso prigioniero da Felice Rodomonte e fu condotto al comando Partigiano.
Fu processato e condannato a morte per essersi reso responsabile della fucilazione dei partigiani prelevati dal mulino De lacobis.