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sabato 14 gennaio 2012

Festa dell'Alpino - Convegno - Filippo Di Donato, Rappresentante CAI nella Federparchi




Il 14 gennaio 2012 nell'ambito della "10° Festa dell'Alpino sulla neve" si è svolto presso l'Hotel Miramonti di Prati di Tivo (Pietracamela - Teramo) il Convegno "Insieme per la montagna: TUTELA, SICUREZZA E PROMOZIONE".

In questo video l'intervento di Filippo Di Donato, Rappresentante CAI nella Federparchi.
Riprese realizzate da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.

Il convegno è stato indetto per celebrare i 60 anni del Gruppo ANA di Teramo ed i 20 anni della reintroduzione CAI del Camoscio d'Abruzzo sul Gran Sasso d'Italia

In merito al programma del convegno ci sono stati interventi da parte di diversi oratori:

1 - Tonino Di Carlo, Capogruppo Alpini di Teramo
2 - Giovanni Natale, Presidente A.N.A. Sezione Abruzzi
3 - Carlo Frutti, Presidente Presidente Associazione Nazionale difesa del suolo
4 - Eugenio Di Marzio, Presidente Club Alpino Italiano - Abruzzo
5 - Filippo Di Donato, Rappresentante CAI nella Federparchi
6 - Arturo Diaconale, Presidente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
7 - D'Alonzo Giuseppe, sindaco di Crognaleto
8 - Corrado Bellisari, vice-sindaco di Pietracamela

Il convegno è stato moderato dalla giornalista Serena Suriani

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 22 minuti ed è stato pubblicato su cinque canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego).

E' stato pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

E' stato pubblicato sulle pagine Facebook:
1 - Produzione Video a Teramo (Abruzzo) - PacotVideo.it di Cicconi Vincenzo
2 - Il blog della città di Teramo e della sua Provincia
e sulle pagine di Google Plus
1 - PacotVideo di Cicconi Vincenzo
2 - La Città di Teramo e la sua Provincia

Infine la pubblicazione del video è stato comunicato attraverso Twitter
1 - PacotVideo di Cicconi Vincenzo
2 - Città di Teramo

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Festa dell'Alpino - Convegno - Eugenio Di Marzio, Presidente Club Alpino Italiano - Abruzzo



Il 14 gennaio 2012 nell'ambito della "10° Festa dell'Alpino sulla neve" si è svolto presso l'Hotel Miramonti di Prati di Tivo (Pietracamela - Teramo) il Convegno "Insieme per la montagna: TUTELA, SICUREZZA E PROMOZIONE".

In questo video l'intervento di Eugenio Di Marzio, Presidente Club Alpino Italiano - Abruzzo.
Riprese realizzate da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.

Il convegno è stato indetto per celebrare i 60 anni del Gruppo ANA di Teramo ed i 20 anni della reintroduzione CAI del Camoscio d'Abruzzo sul Gran Sasso d'Italia

In merito al programma del convegno ci sono stati interventi da parte di diversi oratori:

1 - Tonino Di Carlo, Capogruppo Alpini di Teramo
2 - Giovanni Natale, Presidente A.N.A. Sezione Abruzzi
3 - Carlo Frutti, Presidente Presidente Associazione Nazionale difesa del suolo
4 - Eugenio Di Marzio, Presidente Club Alpino Italiano - Abruzzo
5 - Filippo Di Donato, Rappresentante CAI nella Federparchi
6 - Arturo Diaconale, Presidente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
7 - D'Alonzo Giuseppe, sindaco di Crognaleto
8 - Corrado Bellisari, vice-sindaco di Pietracamela

Il convegno è stato moderato dalla giornalista Serena Suriani

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 25 minuti ed è stato pubblicato su quattro canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego).

E' stato pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

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Festa dell'Alpino - Convegno - Carlo Frutti, Presidente Associazione Nazionale difesa del suolo



Il 14 gennaio 2012 nell'ambito della "10° Festa dell'Alpino sulla neve" si è svolto presso l'Hotel Miramonti di Prati di Tivo (Pietracamela - Teramo) il Convegno "Insieme per la montagna: TUTELA, SICUREZZA E PROMOZIONE".

In questo video l'intervento di Carlo Frutti, Presidente Presidente Associazione Nazionale difesa del suolo.
Riprese realizzate da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.

Il convegno è stato indetto per celebrare i 60 anni del Gruppo ANA di Teramo ed i 20 anni della reintroduzione CAI del Camoscio d'Abruzzo sul Gran Sasso d'Italia

In merito al programma del convegno ci sono stati interventi da parte di diversi oratori:

1 - Tonino Di Carlo, Capogruppo Alpini di Teramo
2 - Giovanni Natale, Presidente A.N.A. Sezione Abruzzi
3 - Carlo Frutti, Presidente Presidente Associazione Nazionale difesa del suolo
4 - Eugenio Di Marzio, Presidente Club Alpino Italiano - Abruzzo
5 - Filippo Di Donato, Rappresentante CAI nella Federparchi
6 - Arturo Diaconale, Presidente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
7 - D'Alonzo Giuseppe, sindaco di Crognaleto
8 - Corrado Bellisari, vice-sindaco di Pietracamela

Il convegno è stato moderato dalla giornalista Serena Suriani

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 20 minuti ed è stato pubblicato su quattro canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego).

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Festa dell'Alpino - Convegno - Giovanni Natale, Presidente A.N.A. Sezione Abruzzi


Il 14 gennaio 2012 nell'ambito della "10° Festa dell'Alpino sulla neve" si è svolto presso l'Hotel Miramonti di Prati di Tivo (Pietracamela - Teramo) il Convegno "Insieme per la montagna: TUTELA, SICUREZZA E PROMOZIONE".

In questo video l'intervento di Giovanni Natale, Presidente A.N.A. Sezione Abruzzi.
Riprese realizzate da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.

Il convegno è stato indetto per celebrare i 60 anni del Gruppo ANA di Teramo ed i 20 anni della reintroduzione CAI del Camoscio d'Abruzzo sul Gran Sasso d'Italia

In merito al programma del convegno ci sono stati interventi da parte di diversi oratori:

1 - Tonino Di Carlo, Capogruppo Alpini di Teramo
2 - Giovanni Natale, Presidente A.N.A. Sezione Abruzzi
3 - Carlo Frutti, Presidente Presidente Associazione Nazionale difesa del suolo
4 - Eugenio Di Marzio, Presidente Club Alpino Italiano - Abruzzo
5 - Filippo Di Donato, Rappresentante CAI nella Federparchi
6 - Arturo Diaconale, Presidente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
7 - D'Alonzo Giuseppe, sindaco di Crognaleto
8 - Corrado Bellisari, vice-sindaco di Pietracamela

Il convegno è stato moderato dalla giornalista Serena Suriani

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 5 minuti ed è stato pubblicato su cinque canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego).

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Festa dell'Alpino - Convegno - Di Carlo Tonino




Il 14 gennaio 2012 nell'ambito della "10° Festa dell'Alpino sulla neve" si è svolto presso l'Hotel Miramonti di Prati di Tivo (Pietracamela - Teramo) il Convegno "Insieme per la montagna: TUTELA, SICUREZZA E PROMOZIONE".

In questo video l'intervento di Tonino Di Carlo, Capogruppo Alpini di Teramo.
Riprese realizzate da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.

Il convegno è stato indetto per celebrare i 60 anni del Gruppo ANA di Teramo ed i 20 anni della reintroduzione CAI del Camoscio d'Abruzzo sul Gran Sasso d'Italia

In merito al programma del convegno ci sono stati interventi da parte di diversi oratori:

1 - Tonino Di Carlo, Capogruppo Alpini di Teramo
3 - Giovanni Natale, Presidente A.N.A. Sezione Abruzzi
4 - Carlo Frutti, Presidente Ass.ne Naz.le difesa del suolo
5 - Eugenio Di Marzio, Presidente Club Alpino Italiano - Abruzzo
6 - Filippo Di Donato, Rappresentante CAI nella Federparchi
7 - Arturo Diaconale, Presidente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
8 - D'Alonzo Giuseppe, sindaco di Crognaleto
9 - Corrado Bellisari, vice-sindaco di Pietracamela

Il convegno è stato moderato dalla giornalista Serena Suriani

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 7 minuti ed è stato pubblicato su cinque canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego).

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10° Festa dell'Alpino sulla neve ai Prati di Tivo di Pietracamela


Il 14 gennaio 2012 nell'ambito della "10° Festa dell'Alpino sulla neve" si svolgerà alle ore 16,00 presso l'Hotel Miramonti di Prati di Tivo (Pietracamela - Teramo) il Convegno "Insieme per la montagna: TUTELA, SICUREZZA E PROMOZIONE".

Il convegno è indetto per celebrare i 60 anni del Gruppo ANA di Teramo ed i 20 anni della reintroduzione CAI del Camoscio d’Abruzzo sul Gran Sasso d’Italia

In merito al programma del convegno ci saranno interventi da parte di:

1 - Antonio Di Giustino, Sindaco di Pietracamela
2 - Tonino Di Carlo, Capogruppo Alpini di Teramo
3 - Giovanni Natale, Presidente A.N.A. Sezione Abruzzi
4 - Carlo Frutti, Presidente Ass.ne Naz.le difesa del suolo
5 - Eugenio Di Marzio, Presidente Club Alpino Italiano - Abruzzo
6 - Filippo Di Donato, Rappresentante CAI nella Federparchi
7 - Arturo Diaconale, Presidente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Seguirà un dibattito moderato dalla giornalista Serena Suriani

Alla manifestazione saranno presenti autorità civili, militari e religiose

Molti sono i Comuni invitati: Arsita, Bisenti, Basciano, Castel Castagna, Castelli, Colledara, Cortino, Crognaleto,
Fano Adriano, Isola del Gran Sasso, Montorio al Vomano, Pietracamela, Rocca Santa Maria, Santo Stefano di Sessanio,
Teramo, Valle Castellana,

L’occasione per illustrare: la Mostra del Camoscio d'Abruzzo (n.10 pannelli a colori formato 50x70 cm)

Info: CAI-Cea “gli aquilotti” 339.7459870 – cea.aquilotti@caiabruzzo.it Gruppo Alpini Teramo
339.7465284



PROGRAMMA DI VENERDI 13 GENNAIO

10.00 Arrivo a Cerqueto (TE)
10.30 Escursione Cerqueto (TE) – Pietracamela(TE)
13.30 Arrivo a Pietracamela (TE) e trasferimento a Prati di Tivo (TE)
14.00 Sistemazione in Hotel e nel pomeriggio giochi vari sulla neve per bimbi e adulti
19.30 Cena in Hotel
21:00 Serata di attrazione e animazione insieme al mago “ KATANGA”

PROGRAMMA DI SABATO 14 GENNAIO

10.00 Ritrovo nella Piazza di Pietracamela e deposizione corona al monumento ai caduti
10.30 Escursione: Pietracamela - Prati di Tivo
13.00 Arrivo a Prati di Tivo – vin brulè
14.30 Sistemazione in Hotel
15.30 Alzabandiera
16.00 - 19.00 Convegno “MONTAGNA : TUTELA, SICUREZZA E SVILUPPO
19.30 Cena in Hotel
20.30 Fiaccolata notturna lungo l’anello dei Prati di Tivo
21.00 - 23.15 Concerto della Fanfara Alpini di Borbona - Fuochi d'artificio — vin brulè - pernottamento

PROGRAMMA DI DOMENICA 15 GENNAIO

08.00 Colazione in Hotel
09.00 Escursione Prati di Tivo - Arapietra
11.30 Sfilata piazzale Amorocchi Hotel Miramonti
12.00 Celebrazione Santa Messa c/o Hotel Miramonti
13.15 Ammainabandiera
13.30 Pranzo in Hotel consegna attestati di partecipazione e saluti conclusivi



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Le videoriprese del convegno e di eventuali altri eventi saranno effettuate da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video verrà successivamente pubblicato integralmente su Facebook e su Google Plus e sui canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego).

E' inoltre pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

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- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

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Canzano - Il borgo sospeso tra cielo e terra



I suoi abitanti adorano questo paesino in posizione sospesa che sembra pizzicare il cielo.

Come dar loro torto?
Aria buona, tranquillità.


E poi il vento, il respiro della terra che, malandrino, scompiglia i capelli, portando con sé gli odori del mondo e le nuvole che poco prima danzavano sul naso del gigante Gran Sasso.


Canzano è un borgo delizioso, adagiato sulle dolci colline teramane rotonde e levigate, che guarda il mare volgendo le spalle alla montagna più alta degli Appennini, sospeso tra le valli dei fiumi Vomano e Tordino.

Il paese si raggiunge attraverso la Montorio - Roseto o dalla Teramo - Giulianova.
Pochi luoghi possono vantare vedute così pittoresche, autentici scorci da cartolina.

Un paesaggio ideale senza asperità, modellato nell’equilibrio e nell’armonia.

Il borgo si raccoglie intorno alla sua piccola piazza con vecchi edifici in pietra posti ad anelli concentrici.


Uno scampolo di meraviglia che anche la Madonna desiderò visitare.

Un’antica storia racconta del miracoloso apparire della Vergine Maria che dall’alto di un albero comunicò a un contadino il desiderio di vedere una chiesa eretta in suo onore.

Oggi questo luogo sacro sorge su uno dei tre colli su cui si sviluppa il borgo: Colle Civetta, con un ameno boschetto, Colle Castellano, con la deliziosa chiesa della Madonna dell’Alno e Colle San Salvatore con l’abbazia omonima.

“Se vuoi capire meglio il miracolo - mi dice il parroco don Tommaso - ti conduco a Perdono dove è avvenuto il misterioso evento”.

La chiesina di campagna è vuota e solitaria, in fondo ad una strada piena di dossi.

Il minuscolo tempio si apre nel maggio di ogni anno per ricordare l’evento.

Il mondo rimasto dietro l’ultima curva sembra celarsi nel silenzio odoroso della campagna, nello stormire delle foglie, nella soffusa cantilena del vento che ci segue ovunque.

La porta cigola e, aprendosi, scopre la minuscola navata, disarmante nella sua semplicità ma profondamente mistica per chi crede nell’apparizione della Madonna.

Pochi metri più su c’è la grande chiesa all’imbocco dell’ultima curva per il paese.

Alcuni reperti archeologici e il ritrovamento di una tomba con resti di monete e suppellettili, confermano un insediamento romano, forse possedimento di un’agiata famiglia patrizia che trascorreva in questo luogo giorni di riposo.

Solo i Romani, devoti come nessun altro popolo alla pietra, ai baratri, ai grandi spazi, potevano concepire un borgo così, a sentinella del territorio.

Canzano è un’acropoli di case e archi, vicoli e torri, porte e scale che si contorce dentro un anello di mura e si scioglie da un lato in rivoli di strade e abitazioni.

Ricorda il massimo splendore nel medioevo quando fu costruito un castello.
Allora il luogo si chiamava “Panzanella”, ovvero cittadella della “buona vista”.

Seguirono anni di dominio dei signori di Acquaviva, Duchi di Atri, le vicende del Regno delle Due Sicilie e l’unificazione d’Italia.

Il paese inizia dalla “Porta Nuova”, attraversa via Roma e in piazza si dirama in un intarsio urbano di vicoli stretti disposti a spina di pesce, come la “Strada Piazzetta” larga, appena 65 centimetri.

L’abitato conserva un’antica cinta muraria con un torrione merlato del secolo XI.

Da non perdere la chiesa di San Biagio, protettore del paese, con il suo campanile in cotto e le “neviere”, freschi sotterranei dove, in un’epoca senza frigoriferi, le donne conservavano le provviste familiari.

Fuori l’abitato, l’antica pieve di San Salvatore si presenta solitaria ed austera, vantando decine di secoli di storia, così come le sue sorelle di stile nella vallata detta Siciliana, San Clemente, Santa Maria di Ronzano, San Giovanni ad Insulam.

Tutte chiese caratterizzate dalla stupenda semplicità e linearità del romanico.
All’interno di questa meravigliosa enclave, vi sono pregevoli affreschi trecenteschi tra i quali “il giudizio di Salomone” e “S. Anna e la nascita della Madonna”.

Un imponente ciclo di opere che, malgrado, le mutilazioni del tempo rimane uno dei più estesi e importanti d’Abruzzo.
Poche notizie certe sull’ignoto architetto che utilizzò le pietre marroni per innalzare la massa muraria e i pilastri di questo capolavoro.

Il paese offre di tutto: associazioni di anziani che organizzano scuole di cucina e quadriglie, donatori di sangue, una banda musicale dalle tradizioni antiche.

Questa è anche la capitale del merletto, con una fiorente scuola di esperte ricamatrici.

La gastronomia è sontuosa.

Il “tacchino alla canzanese” è una deliziosa pietanza in gelatina, servita fredda che rappresenta la nostra cucina nel mondo.
Un piatto sbarcato sulla luna!
Neil Armstrong, il primo uomo a porre piede sul satellite della terra, lo individuò come cibo ideale per le imprese degli astronauti, nutritivo, saporito e a lunga conservazione.
Il dolce tipico è lo “storione” che non è un pesce dei mari del nord ma un gustoso impasto di mandorla, cioccolato e crema.

Finisce troppo presto il viaggio in un paese tanto piccolo ma così sorprendente.

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Articolo redatto da Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri:
"Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat" e "Abruzzo nel cuore".

L'articolo è stato pubblicato su 2 blog
(blog della Città di Teramo - blog di Pensieri Teramani)
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(La Città di Teramo e la sua Provincia.)
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domenica 8 gennaio 2012

Un viaggio alla scoperta di Campli città d’arte in provincia di Teramo


1996 .. viaggio alla scoperta di Campli (Teramo)... by pacotvideo


Il netturbino, corpulento, passa a bordo della sua Ape scoppiettante.

Quando il rumore svanisce, il silenzio ripiomba sulle pietre della splendida piazza, dalla solitaria facciata dell’artistica cattedrale di Santa Maria in Platea fino ai piccoli mattoni dorati del cinquecentesco palazzo dell’illustre famiglia Farnese che qui ha fatto la storia.

Alle sei del mattino riesci a comprendere meglio quali gioielli cela il borgo antico di Campli, pochi chilometri da Teramo sulla strada per Ascoli Piceno.

I legni dorati del soffitto della parrocchiale con i suoi artistici dipinti, le eleganti ogive, la misteriosa cripta tutta affrescata, nella flebile luce delle prime ore del giorno, acquistano una bellezza senza tempo.

Campli è ricca di architetture immortali, non solo la cattedrale di Santa Maria in Platea, ma anche la Porta Angioina, San Paolo, il Convento francescano di San Bernardino, il Palazzo Farnese del ‘500, il convento di Sant’Onofrio, le medioevali case del farmacista e del dottore con le antiche corti, il Museo archeologico e mille altri tesori.

Serafino Razzi, domenicano, religioso che ben incarnava l’eterna condizione dell’uomo orante “in cammino” verso Dio, nel 1575 intraprese un viaggio verso l’Abruzzo, toccando anche il borgo di Campli.

Il confine fra la “provincia Pretuziana” e la “Marca Fermana”, fra lo stato e il Regno Pontificio di Civitella del Tronto, dovette lasciare in lui un segno se è vero che, profondamente colpito dalla nobiltà che permeava quel piccolo e apparentemente insignificante paesino, esclamò in una sua lettera: “ o Campulum Pretuziano… capolavoro a cielo aperto! ”.

Anni prima, lo studioso Pacifico Massimi, vissuto nel XV secolo, scrisse in un testo latino che … ”sinché esisteranno le ripe di Campli, Castelnuovo e Nocella, io ne sarò sempre amante, mai sarò immemore di ciò che ho ricevuto né mi peserebbe ricambiarlo con il dono di mille vite”.

Il cieco di Adria, Luigi Grotto, pose Campli sopra le rovine della favolosa Castro.
Lo storico Orlando non fu dello stesso parere e sostenne che i fondatori del borgo furono dei fuoriusciti di Campiglio, sulla collina sopra la valle, che gettarono le fondamenta di un quartiere che divenne in seguito “ il Ricetto” forse per la presenza di ebrei.

Giovan Battista Pacichelli invece asserì che il nome Campli derivava da intra - campi e affermò che il borgo fu fondato dai proprietari di un castello vicino.

Origini discusse, tra cui l’ipotesi di un tenimento umbro che parla di un “municipium inter campi” da cui il nome della città.

Quel che è certo che Campli trasuda, in ogni sua pietra, cultura millenaria.
Lo gridano incessantemente i tanti ritrovamenti di ogni epoca e civiltà.

Il territorio camplese ha avuto fin dalla preistoria insediamenti propri, come ci testimoniano i resti risalenti all’età del bronzo, di un villaggio di allevatori e agricoltori del XIV, XIII secolo a.C. e i ritrovamenti nella Necropoli di Campovalano con tombe risalenti al II secolo a.C. I resti raccontano di una civiltà evoluta.

Lungo la piana svetta il piccolo campanile della romanica San Pietro.

Sotto l’altare della chiesa fu ritrovato un frammento di epigrafe, in lettere capitali con dedica a Giulio Cesare, resti con tutta probabilità di un piedistallo di statua innalzata per disposizione dell’ex “Lex Rufrena” del 44 a.C. in onore a Cesare divinizzato.

Nella stessa area esisteva una necropoli romana, da cui provengono frammenti del ”sarcofago di Aurelio Andronico”, ricco commerciante di marmi nel IV secolo avanti Cristo.

Nella frazione di Battaglia ai piedi delle due montagne gemelle, fu riportato alla luce un ripostiglio contenente una quarantina di monete d’argento, molto probabilmente
tesaurizzate, databili dal 323 al II secolo a.C.

In epoca romana i vicoli di Campli furono attraversati da uomini illustri; la storia ricorda la presenza di Lenate, dottissimo schiavo di Pompeo e Tazio Lucio Rufo che, pur essendo di umili natali, pervenne ai più alti gradi della milizia romana, diventando il pupillo di Augusto.

Nessuna mano scellerata è riuscita, nei secoli, a strappare l’infinito fascino che Campli sa regalare.

In questo borgo che al visitatore sembra solo un tranquillo paesino di campagna ai piedi dei monti Gemelli, c’è una delle poche Scale Sante al mondo, dove ottenere l’indulgenza plenaria.

Fu Papa Clemente XIV che attribuì il privilegio della Scala Santa alla città della famiglia dei Farnesi nel lontano 21 gennaio 1772, grazie ad un paziente lavoro diplomatico di un avvocato, Gian Palma Palma, priore della Confraternita delle Sante Stimmate di S. Francesco, alla quale fu attribuito il ruolo di custode del luogo santo.

L’avvocato cercava di accrescere la fama della sua città per far rifiorire gli affari e allontanare il pericolo di un decadimento ormai inevitabile.


I gradini che rendono la strada per la salvezza dell’anima in salita, sono un rito religioso di grande importanza, legato a una tradizione biblica, priva di fondamento storico.

Sono tanti i fedeli che nelle ricorrenze cristiane più importanti chiedono, salendo faticosamente in ginocchio, il perdono dei peccati per raggiungere il Paradiso.

Accade ogni anno a Roma come a Gerusalemme.
Accade anche a Campli.

Un percorso alternativo alla statale che da Teramo porta ad Ascoli Piceno, tra campi arati, si può sostare in religioso silenzio sui resti dell’antico monastero di San Bernardino, da anni oggetto di restauro infinito.

È uno dei luoghi sacri più interessanti tra quelli fondati dall’Ordine Mendicante di San Francesco.

Pare che sia stato edificato da San Giovanni da Capestrano.

Sono le mirabili costruzioni senza frontiere che civilizzarono l’Europa a cavallo tra il buio del Medioevo e la luce del Rinascimento, oggi cuore e identità delle nostre città, dei nostri paesi o contrade.

E anche quando sono in abbandono, sembrano colmi della voce silente di generazioni che li hanno eretti e contemplati.
Questi monumenti ci identificano come cittadini.

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Il video inserito in questo articolo è il primo documentario realizzato, nel 1996, da Vincenzo Cicconi (PacotVideo.it) in collaborazione con Sergio Scacchia.
Il video ha una durata di 36 minuti.
Il 21-10-2006, in occasione del Premio Gianni di Venanzo, la PacotVideo ha realizzato un secondo video su Campli.

Articolo redatto da Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri:
"Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat" e "Abruzzo nel cuore".

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sabato 7 gennaio 2012

San Tommaso Beckett - Il linguaggio della fede

La campana alle nove del mattino, chiama i fedeli a raccolta.
La monumentale chiesa, a pochi tornanti da Caramanico Terme, in provincia di Pescara e nel cuore del Parco Nazionale della Majella, è dedicata all’arcivescovo di Canterbury, San Tommaso Beckett, assassinato nel 1170 mentre celebrava una funzione religiosa.

L’abito pontificale si arrossì del suo sangue innocente sparso a causa dell’eterna lotta tra la Corona inglese e la Santa Romana Chiesa.
Tre anni dopo, lo sventurato fu santificato da Santa Romana Chiesa.

In verità per lungo tempo si è stati convinti che la chiesa fosse intitolata all’apostolo Tommaso le cui ossa riposano in Ortona”, a parlare è il curato di campagna che officia messa e cura le anime del paese di Salle, pochi tornanti dall’affascinante castello a picco sulle gole dell’Orta .

Qualcuno addirittura pensava a San Tommaso d’Aquino…”.

In verità sono in pochi a conoscere questo santo d’Inghilterra.
Grazie ad un altrettanto sconosciuto abate di Casauria, tal Leonate, il culto per Tommaso arrivò, nell’antichissimo cenobio benedettino, dopo aver raggiunto Subiaco, Bucchianico e giù, nel tacco d’Italia, fino a Monreale in Sicilia.

Chiacchieriamo con il sacerdote davanti al bellissimo portale maggiore, sormontato da un architrave che reca scolpite a tutto tondo, le figure di Cristo e degli apostoli.

Innumerevoli sono i simbolismi sulla facciata.
Il bellissimo Fiore della Vita, che si ricollega a una tradizione cara ai Templari è scolpito su di una pietra della finestra nell’abside esterna e due sono i fiori “accoppiati” in un cerchio, incisi misteriosamente.

I Templari ebbero vasta diffusione in Abruzzo, perchè il loro fondatore, Ugo di Pagani, pur essendo lucano di nascita, contava numerosi feudi nella nostra regione come Moscufo, Spoltore, S. Valentino, Vicoli, Villanova.

Gli uomini rosso- crociati di Dio abruzzesi, ereditarono conventi abbandonati dai benedettini.

Contro il cielo, il profilo tozzo della montagna del Morrone, forma una magica geografia di cupole d’erba.
Qui, come pochi altri posti in Abruzzo, il legame tra la terra e l’uomo sembra essere più felice.

In lontananza, la montagna madre disegna un paesaggio aspro, ricoperto di boschi e solcato da gole selvagge, in cui si celano misteriose grotte, meta preferita degli eremiti in tempi andati.
Gorgoglia, sotto i piloni di un immane ponte, il fiume Orta.

I simboli sono ovunque, dentro e sotto le pietre.

Eppure quello che forse conta di più non sono i tesori architettonici ma quello che è stato loro attribuito nel corso dei secoli.
Anni fa, il rinvenimento di bronzetti raffiguranti il dio Ercole, la divinità dalla forza prorompente, custode delle sorgenti e nume tutelare dei pastori, suggerì l’ipotesi fantasiosa che in questo sito ci fosse, nella notte dei tempi, un’area di culto importante.

L’utilizzo delle fondamenta di un preesistente edificio sacro, probabilmente legato al culto delle acque, come sembra attestare la cripta e il pozzo arcaico di acqua sorgiva, ancora oggi determina manifestazioni di credenze popolari tra religione e superstizione.

Un primo tempio fu fatto edificare in questo luogo, nel 45 d.C. in seguito all’apparizione degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.

Di certo, la chiesa attuale risale alla seconda metà del XII secolo e la costruzione è attribuita alle maestranze di San Clemente a Casauria.
Un’iscrizione, posta sul portale sinistro, testimonierebbe comunque la conclusione dell’edificazione nel 1202.

Tre navate di aspetto basilicale che conservano alcune pitture di epoca duecentesca che rimandano ai temi bizantini della bella Santa Maria ad Criptas nelle vicinanze di Fossa dell’Aquila.

Ai lati dei gradini che conducono al presbiterio, si ammirano due leoni di bella fattura risalente al periodo romanico.

E’ visibile anche, un bel crocefisso risalente al XV secolo.
Tra gli austeri pilastri, un esile e stravagante monolito transennato!
Il parroco racconta che il mito della fertilità pian piano si è trasmesso dalle bestie agli esseri umani.

La cosiddetta “Colonna Santa” che poggia su di una sproporzionata zoccolatura ed è sormontata da un enorme capitello altrettanto sproporzionato, ornato da palmette e tralci serpeggianti, avrebbe proprietà risanatrici.

Unica nel repertorio della plastica medievale, la colonna ha avuto nei secoli una forte presa sulla fede popolare, che la vuole portata sul posto da un angelo e che ne ha fatto oggetto di devoti strofinamenti.
L'assottigliamento nella parte inferiore dovuta anche al fatto che spesso erano asportati souvenir di pietra, ha costretto la Sovrintendenza a transennare il manufatto.

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Articolo redatto da Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri:
"Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat" e "Abruzzo nel cuore".

L'articolo è stato pubblicato su 2 blog
(blog della Città di Teramo - blog di Pensieri Teramani)
in 2 pagine Facebook
(Il blog della città di Teramo e della sua Provincia - Il mio Ararat)
e nella pagina di Google Plus
(La Città di Teramo e la sua Provincia.)
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sabato 17 dicembre 2011

Presentazione libro dell'ex Senatore Antonio Franchi: "protagonisti di ieri nella luce dell'oggi"


Alle ore 17.00, presso il Museo d'Arte dello Splendore di Giulianova e davanti ad una sala gremita si è svolta la presentazione del libro "Protagonisti di ieri nella luce dell'oggi: attualità del passato", ultima testimonianza politico-letteraria del Senatore giuliese Antonio Franchi.

L'evento culturale è stato videoripreso da Vincenzo Cicconi della PacotVideo.
Su internet è stata pubblicata sia la versione integrale che i singoli interventi degli oratori intervenuti.

Sono intervenuti:
1 - lo storico Roberto Ricci
2 - il giornalista Francesco Marcozzi che ha anche coordinato l'incontro culturale
3 - il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro
4 - l'Onorevole Alberto Aiardi, economista
5 - l'artista Sandro Melarangelo
6 - il Presidente Ente Porto di Giulianova Pierangelo Guidobaldi
7 - il senatore Antonio Franchi, autore del libro


Il libro rappresenta un importante documento che, attraverso il racconto di diversi personaggi della vita culturale e politica di Giulianova, permette alle nuove generazioni di rivivere il periodo storico che va dagli anni 30 agli anni 90.

I personaggi che sono stati raccontati nel libro dal senatore Antonio Franchi, iscritto al Partito Comunista, sono diversi e appartenenti a diversi schieramenti politici, dalla Democrazia Cristiana al Partito Comunista e al Partito Socialista:
1 - l'avvocato Riccardo Cerulli
2 - Pio Macera
3 - Giuseppe Martinelli
4 - Antonio Di Pietrangelo
5 - Fernando Di Teodoro
6 - monsignor Ettore Di Filippo
7 - Pina Ridolfi
8 - Leo Leone
9 - Balilla Vanni
10 - Il senatore Pietro De Dominicis
11 - Bruno Andreani
12 - Pasquale Di Massimantonio
13 - Ezio Ridolfi

Costoro hanno caratterizzato la vita quotidiana di Giulianova nel dopoguerra fino agli anni 90 rappresentando la cittadinanza locale nelle istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali

Il loro impegno politico ma anche sociale e culturale hanno permesso lo sviluppo
economico, sociale, civile dell'intera regione Abruzzo.













Qui di seguito riportiamo l'introduzione al libro.

"...La contrapposizione ideologica era netta e forte.
Il di­battito politico però, anche se aspro, si svolgeva sempre su un piano di civiltà e correttezza, di rispetto reciproco.
Oggi purtroppo non è così.
Spesso assistiamo a dibattiti con i contendenti che si ricoprono di invettive e contumelie offrendo uno spettacolo indecoroso che allontana il cittadino dalle istituzioni.
Oggi la politica è debole.
I politici vengono guardati con ostilità e con disprezzo.
Ieri erano considerati e rispettati.

Un libro sulla casta nessun giornalista si sarebbe mai sognato di scrivere.
Il livel­lo culturale dei politici purtroppo si è sensibilmente abbassato.
Spesso chi scende in campo lo fa per ambizione personale.
Tutto questo alimenta la sfiducia e l'ostilità nei confronti dei partiti e della politica.

Attenti, però, l'antipolitica distruttiva porta inesorabil­mente verso esiti oligarchici e autoritari.
Essa va combattuta accogliendo la domanda di moralità e di rigore che i cittadini ri­volgono ai loro rappresentanti.

Pietro De Dominicis era convinto che i partiti sono indispensabili alla democrazia e che la politica è il solo strumento a disposizione dei più deboli per far sentire la propria voce giacché i potenti non ne hanno bisogno per tu­telare i propri interessi.

Ecco perché spesso ammoniva le nuove generazioni che ci si impegna in politica soltanto se sì è spinti da grandi ideali di giustizia, di libertà, di solidarietà..."

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 1 ora 38 minuti;

E' stato pubblicato sulle pagine Facebook:
1 - Produzione Video a Teramo (Abruzzo) - PacotVideo.it di Cicconi Vincenzo
2 - Il blog della città di Teramo e della sua Provincia
e sulle pagine di Google Plus
1 - PacotVideo di Cicconi Vincenzo
2 - La Città di Teramo e la sua Provincia

Inoltre è stato pubblicato su cinque canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
La versione integrale su Vimeo - Blip.TV.
I singoli interventi degli oratori su Vimeo - Blip.TV - Kewego - DailyMotion.

Articolo, foto e video sono inoltre visionabili su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:
1 - blog della Città di Teramo
2 - blog della PacotVideo
3 - blog di Pensieri Teramani

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